sabato 20 giugno 2015
Se sei felice la pioggia non ti bagna
che siamo soprattutto acqua/
finché non piove/
e ogni atomo/
del nostro corpo/
comincia a tornare a casa"
(Albert Huffstickler)
"Dopotutto, la grande lezione è che nessuno spettacolo naturale - né le Alpi, né il Niagara, né lo Yosemite, o qualsiasi altro - è più grandioso e più bello del normale sorgere e tramontare del sole, più bello della terra o del cielo, degli alberi o dell'erba" (Walt Whitman)
"Centinaia di fiori in primavera, la luna in autunno/
la brezza fresca d'estate, la neve d'inverno./
Se non occupi la tua mente in inutili cose,/
ogni stagione è per te una buona stagione.
(Wu-men)
venerdì 5 giugno 2015
La fortuna ? E' una questione di allenamento
martedì 17 marzo 2015
15 cose che le persone felici fanno in maniera diversa
domenica 9 novembre 2014
Le 7 regole della felicità
2. E' felice chi esercita la massima virtù civile, contribuendo con le sue capacità al benessere sociale. Felicità è innamorarsi della bellezza e impegnarsi a generare nuovi segni nel mondo (Platone, Repubblica e Simposio).
3. Felicità è rendersi perfettamente attivi, sviluppando le proprie capacità sotto la guida della parte razionale dell'anima (Aristotele).
4. Essere felici è respingere il dolore, vivere con pienezza il piacere della vita, senza sforzarsi di incrementare artificiosamente la gioia che la natura, i sensi e la coscienza offrono in modo spontaneo (Epicuro).
5. Felice è il saggio che dà forma ogni giorno alla sua esistenza con l'uso perfetto della ragione (Seneca).
6. E' felice chi ammette di non avere criteri assoluti di bene e male. Sospendere il giudizio libera dall'ansia e permette di accettare con buon senso fatti, emozioni e criteri comuni (Sesto Empirico).
7. Essere felici significa liberare la natura contemplativa dell'io interiore, lavorando profondamente su se stessi (Plotino).
Le regole sono state sintetizzate da Fulvia de Luise, autrice con Giuseppe Farinetti del libro in due volumi "I filosofi parlano di felicità" (Einaudi).
sabato 11 ottobre 2014
Sulla felicità.
martedì 21 gennaio 2014
15 cose da fare per avere successo
mercoledì 11 dicembre 2013
L'ossessione di essere perfetti. Meglio sbagliare e vivere felici.
Da Flaubert a Steve Jobs, chi sono i «maniaci» celebri Non esistono genitori a prova di errore: quel che conta è aiutare i figli ad affrontare la vitaPretendono troppo da sé ma soprattutto dai dipendenti. E alla fine i risultati ne risentonoLa star «Precisini si nasce, non si diventa. E la colpa è di mamma e papà», dice Gwyneth Paltrow.
Che cosa accomuna Jan Vermeer, un mago di colori e luci, Gustav Flaubert, cultore degli aggettivi mentre scriveva Madame Bovary e Arturo Toscanini, le cui urlate prove d'orchestra erano uno show a parte? L'attitudine, al di là dell?essere diversamente grandi, al perfezionismo. Attenzione però, soprattutto in mancanza di quel talento, a non esagerare. Mica sempre funziona. Senz'altro non nel privato, perché chi fa parte di quel «club» è portato a intervenire fallosamente su qualsiasi argomento alla sua portata: ricette, film, vacanze, percorrenze autostradali. Con il perfezionista, granitico macigno sulla leggerezza conviviale, nulla resta impunito. Chiaro che il suo nome venga sfrattato da molte agende, se mai sia entrato. Ma nemmeno, a quanto pare, funziona sulla riva professionale.
Il perfezionismo negli ambienti di lavoro semina una specie di spiacevole ansia da prestazione in senso lato: sì, pure i risultati economici fanno cilecca. L'ultimo ammonimento viene dal Financial Times , che con un articolo della psicoterapeuta Naomi Shragai, assicura quanto sia meglio imbrigliare in buone redini la nostra eventuale propensione alla perfezione. «Non è un caso ? conferma Shragai ? che anche verso quei genitori che si sentono inadeguati s'insista sulla necessità d'accettare limiti e possibilità di sbagliare. È inutile cercare d'essere perfetti, basta essere abbastanza bravi nell?aiutare i figli ad affrontare la vita».
Ma quali sono, per esempio, i motivi per cui un capo perfezionista riesce a ottenere meno risultati di uno con qualche parvenza d'umanità ? Primo: pretendono molto da sé, e sono iper-autocritici ma con gli altri vanno giù anche più pesante e questo non è zucchero per il morale della truppa.Secondo: non amano delegare ma se temono ci sia il rischio-errore s'intromettono e non sono bei momenti. Terzo: l'ossessione del dettaglio impedisce loro d'avere una visione più alta di tutto il lavoro. Quarto: la paura che le cose non meritino il dieci e lode gli fa procrastinare le scadenze, aumentando l'altrui frustrazione. Quinto: il fatto di concentrarsi sui risultati in modo integralista, tralasciando qualche tonico anti-tensione, li rende francamente odiosi.
Sono ufficiali per cui attaccheremmo all'arma bianca contro l'artiglieria nemica ? Difficile. In ogni caso, come si diceva, il perfezionismo non è necessariamente antagonista del talento. Quando vediamo negli studios dei Beatles in Abbey Road, Paul McCartney spiegare per la sesta volta a George Harrison come deve fare l'assolo di Hey Jude, si capisce che lui è lì lì per mettergli le mani nel collo, ma a un genio come Paul questo non si fa. Vogliamo parlare di Robert De Niro e delle sue trasformazioni fisiche tipo sosia del pugile Jake LaMotta in Toro scatenato ? Anche Steve Jobs, caratterino di carta vetrata ad alto ingegno, faceva parte della congrega, visto che investiva montagne di dollari perché i suoi oggetti fossero (accademicamente) belli perfino all'interno. Il perfezionismo non è legato soltanto alle occasioni maiuscole: lo chef-star Carlo Cracco lo applica anche a una cosa casalinga come le verdure all'olio.
Ma la cipolla di Tropea deve essere tagliata in quattro parti a X e le carote di traverso, se no s'incupisce senza rimedio.Le motivazioni possono essere le più disparate. Margherita Buy, ultrarigorosa nella preparazione d?un copione, fa riferimento all?ansia e al senso del dovere. Per Giorgio Armani, che va a controllare (senza farsi vedere) le vetrine dei suoi nuovi negozi, è una condizione irrinunciabile per il successo. E che dire del grande pianista Glenn Gould che considerava il pianoforte un'appendice del suo corpo? Ad ascoltare però due star hollywoodiane come Gwyneth Paltrow ed Emma Watson, la «colpa» sarebbe invece tutta di mamma e papà: perfezioniste si nasce, non si diventa. Caso mai ci si può (parzialmente) pentire .
Paracchini Gian Luigi (07 dicembre 2013) - Corriere della Sera
martedì 2 luglio 2013
Dieci piccoli gesti quotidiani scacciacrisi, scientificamente provati
L'estate è soprattutto il tempo di prendersi una pausa dallo stress, dal tran tran quotidiano e per rinnovare se stessi. Ma ci sono, oltre alle meritate ferie, alcuni piccoli accorgimenti da sfruttare anche dopo le vacanze, tutti scientificamente testati, che fanno bene all'anima e aumentano la felicità, anche in assenza di dolce far niente.
1- Donare- Fare un piccolo regalo ad amici e parenti o sconosciuti, soprattutto se improvvisato, dona serenità.
2 -Autoterapia da grafomane- Scrivere o appuntare in un quaderno ogni sera tre piccoli eventi piacevoli (la moglie che vi ha cucinato il vostro piatto preferito, un disegno di vostro figlio, la telefonata di un amico) moltiplica esponenzialmente il loro beneficio.
3- Fare ogni giorno qualcosa di nuovo. Non per forza un'avventura ma una semplice variazione nella routine. Cambiare mezzo o itinerario per andare al lavoro, fare la pausa pranzo in un altro bar, comprare qualcosa in un nuovo negozio può aiutare a spezzare delle catene invisibili che pesano e intristiscono più di quanto pensiamo.
4- Immergersi nel blu. Esporre il prorpio corpo al colore blu di un ambiente naturale aumenta l'autostima, la propensione al sorriso e azzera lo stress.
5- Porsi degli obiettivi a breve o lungo termine. Promettere a se stessi di mangiare un po' meno, fare più esercizio fisico, senza chiedere enormi sacrifici ma con l'obiettivo di raggiungerli, sopprime le emozioni negative.
6- Abbandonate il vostro punto di vista. Difendere la proprie posizioni ad oltranza fa disperdere moltissime energie ed esaurisce. Al contrario la neutralità o la ricerca di un compromesso giovano moltissimo.
7 - Andare in chiesa. Più studi scientifici hanno dimostrato che credere e frequentare una chiesa rende più sereni di chi si dichiara ateo.
8- Anticipare un evento piacevole. Preparare una festa (meglio se a sopresa) o passare del tempo pianificando eventi piacevoli attesi regala serenità.
9- Dormire 6 ore e 15 minuti senza interruzioni ogni notte. Al di sotto di questo intervallo di tempo l'umore ne risente.
10- Avete almeno dieci amici veri? Chi ha meno di cinque amici è più solo e meno felice, lo certifica l'università di Nottingham.
Nova 24tech - Il Sole 24 Ore






