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sabato 20 giugno 2015

Se sei felice la pioggia non ti bagna

"Dimentichiamo/
che siamo soprattutto acqua/
finché non piove/
e ogni atomo/
del nostro corpo/
comincia a tornare a casa"
(Albert Huffstickler)

"Dopotutto, la grande lezione è che nessuno spettacolo naturale - né le Alpi, né il Niagara, né lo Yosemite, o qualsiasi altro - è più grandioso e più bello del normale sorgere e tramontare del sole, più bello della terra o del cielo, degli alberi o dell'erba" (Walt Whitman)

"Centinaia di fiori in primavera, la luna in autunno/
la brezza fresca d'estate, la neve d'inverno./
Se non occupi la tua mente in inutili cose,/
ogni stagione è per te una buona stagione.
(Wu-men)


venerdì 5 giugno 2015

La fortuna ? E' una questione di allenamento

"Faber est suae quisque fortunae" diceva Appio Claudio, "Ciascuno è artefice della propria sorte".Questa frase chiarisce bene il concetto che la fortuna o la sfortuna come entità paranormali non esistono, ma sono le nostre decisioni, le nostre scelte, che stabiliscono la nostra sorte o fortuna se si preferisce chiamarla così.
Esseri fortunati non è una casualità, ma una questione di preparazione mentale e materiale. L'opportunità capita a tutti se si è lavorato bene prima. Per molte persone però la sfortuna è una giustificazione che permette loro di non cambiare mai. Se non si modifica l'atteggiamento difficilmente ci si sentirà mai fortunati.
E' bene ricordare sempre alcune cose. Prima di tutto generalmente le persone non hanno la corretta percezione di tutte le volte in cui sono state "fortunate” perché il cervello tende a valorizzare negativamente molto di più un singolo evento sfortunato. In più un evento fortunato è assunto spesso come un fatto dovuto e lo si banalizza. Poi non c'è mai la possibilità di avere una controprova, a volte un fatto che riteniamo sul momento sfortunato ci apre nuove opportunità che forse non sarebbero arrivate in diverse condizioni. Inoltre normalmente la propria esistenza viene giudicata fortunata o meno in funzione di ciò che ottengono e possono fare gli altri, difficilmente ci si focalizza su se stessi facendo una seria autoanalisi. 
Come si fa a diventare fortunati ? Certamente cambiando atteggiamento. Abbandonando il pensiero negativo attraverso la comprensione dei motivi che ci inducono ad avere questi pensieri. Non è semplice, ma è importante lavorarci. Qualsiasi cammino si intraprenda non è possibile pensare che sia sempre tranquillo senza intoppi, avversità o problemi. Non giova pensare che agli altri vada tutto sempre bene, perché non è così. Ci sono persone che hanno avuto momenti di sorte favorevole, ma hanno compiuto errori o fatto scelte sbagliate e la "fortuna" se n'è andata. Non è stata colpa della "sfortuna". La responsabilità è sempre vostra alla fine.
Prepararsi, concentrarsi, migliorare, muoversi, frequentare, essere empatici, sono le parole che contengono la soluzione per essere fortunati. L'opportunità può esserci in ogni momento di una giornata, quando uno meno se lo aspetta. Bisogna arrivarci sempre preparati per coglierla e, soprattutto, mantenerla.
In ultimo: imparate a mantenere un approccio positivo alla vita, è contagioso anche per chi vi sta davanti. A volte la fortuna va aiutata...

martedì 17 marzo 2015

15 cose che le persone felici fanno in maniera diversa

Alla luce di quello che ho imparato negli anni ho scritto una lista delle 15 cose che credo che le persone felici facciano diversamente da quelle che non lo sono. La buona notizia è che queste qualità non sono innate, ma si possono imparare.
1. Le persone felici sono consapevoli dei propri valori e impostano la propria vita di conseguenza.
Le persone felici sanno esattamente cosa le rende felici e cosa non le rende felici - e strutturano le proprie vite in modo da massimizzare il tempo che impiegano a fare cose che li rende felici e ridurre al minimo il tempo impiegato a fare cose che non li rende felici.
2. Le persone felici imparano dai propri errori e dalle difficoltà.
Tutti commettono degli errori - sul lavoro, in amore, economici, e in ogni altro aspetto della vita. Ma le persone felici si assicurano di imparare dai propri errori e dalle difficoltà così da non ripetere gli stessi sbagli mai più.
3. Le persone felici non badano a quello che gli altri pensano di loro.
Non importa quello che fai, ci sarà sempre qualcuno che non ti apprezza, ti giudica o ti critica. Le persone felici lo capiscono e sanno che preoccuparsene significa sprecare energie preziose che potrebbero essere impiegate altrimenti.
4. Le persone felici sono grate per quello che hanno.
Me ne sono accorto facendo il volontario in una scuola in Perù, in un orfanotrofio in Cambogia e in uno slum in India. La maggior parte delle persone che ho incontrato erano felici, amichevoli - perché si concentravano e sapevano essere grate per quello che avevano invece di sprecare le loro energie a piangersi addosso per quello che non avevano.
5. Le persone felici non provano ad accontentare tutti.
È un obiettivo impossibile, perciò le persone felici non si stressano troppo nel cercare di raggiungerlo.
6. Le persone felici non si preoccupano delle cose che sono al di fuori del proprio controllo.
Preoccuparsi è una cosa naturale, ma una volta che si impara a non stressarsi per le cose che non dipendono da noi si libera un sacco di energia positiva.
7. Le persone felici sanno come liberarsi dalla rabbia.
Come dice un detto, tenersi dentro la rabbia è come bere del veleno e aspettarsi che muoia qualcun altro. Gli unici a farsi del male siamo noi.
8. Le persone felici sanno di non essere il centro dell'universo.
E di conseguenza capiscono che il modo in cui alcune persone si comportano potrebbe anche non dipendere da loro - quindi non se la prendono troppo.
9. Le persone felici non fanno le vittime.
A tutti capitano delle cose brutte, ma le persone felici sanno capire che piangersi addosso non li porta da nessuna parte. Quindi affrontano le brutte cose, le risolvono e ripartono da lì, invece di restare con le mani in mano a fare del vittimismo.
10. Le persone felici si circondano di persone positive.
Siamo tutti in qualche modo influenzati dalle persone che abbiamo intorno. Se ci circondiamo di persone positive e stimolanti, finiamo noi stessi per sentirci più positivi ed ispirati. Al contrario, se ci circondiamo di persone negative e cupe anche noi tenderemo a sentirci così.
11. Le persone felici hanno uno stile di vita sano.
La maggior parte delle persone felici mangiano bene, dormono bene e fanno spesso esercizio fisico. È quasi una legge di natura.
12. Le persone felici non sono così ossessionate dal guadagno da dimenticarsi di vivere.
Guadagnare è importante, ma non si dovrebbe spendere tutte le proprie energie per riempire il conto in banca, dimenticando poi di divertirsi.
13. Le persone felici non rimuginano sul passato.
A tutti capitano delle cose spiacevoli nella vita, ma rimuginare sul passato è un modo di distruggere il futuro. Meglio accettarlo, imparare dalle cose trascorse e ripartire da lì.
14. Le persone felici non perdono tempo a confrontarsi con le altre persone.
La vita non è una competizione. Non ha senso guardare sempre a quello che fanno gli altri, perché non ci riguarda in alcun modo.
15. Le persone felici sono propositive.
Le persone felici non credono che il mondo gli debba qualcosa. Di conseguenza sono propositive e sanno di dovere lavorare per ottenere quello che vogliono dalla vita.
Danny Baker Author, life coach, mental health advocatehttp://www.huffingtonpost.it/danny-baker/15-cose-persone-felici-fanno-diversa_b_5919178.html?ref=fbph&ncid=fcbklnkithpmg00000001

domenica 9 novembre 2014

Le 7 regole della felicità

1. La felicità non ha niente a che vedere con il possesso di beni materiali. Felice è chi conta sulle sue forze e tutela la sua autonomia (Socrate, secondo Senofonte).

2. E' felice chi esercita la massima virtù civile, contribuendo con le sue capacità al benessere sociale. Felicità è innamorarsi della bellezza e impegnarsi a generare nuovi segni nel mondo (Platone, Repubblica e Simposio).

3. Felicità è rendersi perfettamente attivi, sviluppando le proprie capacità sotto la guida della parte razionale dell'anima (Aristotele).

4. Essere felici è respingere il dolore, vivere con pienezza il piacere della vita, senza sforzarsi di incrementare artificiosamente la gioia che la natura, i sensi e la coscienza offrono in modo spontaneo (Epicuro).

5. Felice è il saggio che dà forma ogni giorno alla sua esistenza con l'uso perfetto della ragione (Seneca).

6. E' felice chi ammette di non avere criteri assoluti di bene e male. Sospendere il giudizio libera dall'ansia e permette di accettare con buon senso fatti, emozioni e criteri comuni (Sesto Empirico).

7. Essere felici significa liberare la natura contemplativa dell'io interiore, lavorando profondamente su se stessi (Plotino).

Le regole sono state sintetizzate da Fulvia de Luise, autrice con Giuseppe Farinetti del libro in due volumi "I filosofi parlano di felicità" (Einaudi).


sabato 11 ottobre 2014

Sulla felicità.

La felicità quotidiana è determinata in gran parte dalla nostra visione delle cose. 
Il sentirsi felici o infelici in tutti i momenti della nostra vita, non dipende tanto dalle nostre condizioni di esistenza reali, quanto dal modo in cui noi percepiamo la situazione e da quanto si è soddisfatti da ciò che si è e si possiede. 
Anche la propria autostima gioca un ruolo fondamentale nella sensazione di appagamento e felicità interiore che possiamo provare.
Un metodo da adottare per cercare di “lavorare” sulla propria serenità è quella di inquadrare qualsiasi decisione, ponendosi la domanda “Questa scelta mi darà la felicità ?” 
Domanda semplice, ma strumento potente che aiuta a gestire tutta la nostra vita. Pensare, riflettere prima di fare una scelta o dare una risposta può determinare la nostra felicità.
Non c’è quasi mai veramente bisogno di più soldi, più fama, più successo, nè di altro. In qualsiasi momento è la mente l’unico strumento indispensabile al conseguimento della vera felicità. 
Con la mente abbiamo una potenza inaudita che ci consente di compiere azioni e opere inimmaginabili. Usiamola e saremo più felici.
Bisogna comprendere quali cause producono in noi felicità o sofferenza, evitando che queste ultime possano verificarsi. Ogni istante della nostra vita in cui prendiamo decisioni o proviamo sensazioni serve ad “allenarci” ad un “metodo” che è la via per provare una felicità quotidiana. 
Senza tuttavia dimenticare e accettare che la vita è fatta anche di sofferenze e dolori, ma non per questo devono prevalere sul nostro stato d’animo. 
Per raggiungere un’autentica felicità occorre cambiare molto dentro di noi. Una cosa non semplice perchè presuppone una disciplina interiore continua, che impegna la mente e con lo spirito a vivere in modo positivo quotidianamente.
Ma mai disperare. Mai mollare !



martedì 21 gennaio 2014

15 cose da fare per avere successo


Vuoi avere successo? Complicati la vita! Questo l’insegnamento di Dan Waldschmidt, americano, consulente per aziende di fama internazionale e blogger di Businessinsider.com.
Nel suo blog spiega come riuscire negli affari e nella vita. Ecco alcuni dei suoi consigli:
1. Fai la telefonata che hai paura di fare.
2. Alzati dal letto prima di quanto vorresti.
3. Dai agli altri più di quanto quanto ricevi.
4. Prenditi cura degli altri più di quanto gli altri lo facciano per te.
5. Lotta sempre. Anche quando sei ferito, deluso, sanguinante.
6. Investi in te stesso anche se nessun crede in te.
7. Cerca una tua opinione sulle cose e non accettare mai verità precostituite.
8. Conduci anche quando non c’è nessuno ancora a seguirti.
9. Prova, fallisci e prova ancora.
10. Corri veloce anche quando sei a corto di fiato.
11. Sii gentile con le persone che sono state crudeli con te.
12. Prenditi la responsabilità delle tue azioni quando le cose vanno male.
13. Segui sempre la tua strada senza aver paura di ciò che hai di fronte.
14. Non avere paura di sbagliare.
15. Fai le cose più difficili, quelle che nessun altro farebbe. Quelle che ti spaventano.
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mercoledì 11 dicembre 2013

L'ossessione di essere perfetti. Meglio sbagliare e vivere felici.

Da Flaubert a Steve Jobs, chi sono i «maniaci» celebri Non esistono genitori a prova di errore: quel che conta è aiutare i figli ad affrontare la vitaPretendono troppo da sé ma soprattutto dai dipendenti. E alla fine i risultati ne risentonoLa star «Precisini si nasce, non si diventa. E la colpa è di mamma e papà», dice Gwyneth Paltrow.

Che cosa accomuna Jan Vermeer, un mago di colori e luci, Gustav Flaubert, cultore degli aggettivi mentre scriveva Madame Bovary e Arturo Toscanini, le cui urlate prove d'orchestra erano uno show a parte? L'attitudine, al di là dell?essere diversamente grandi, al perfezionismo. Attenzione però, soprattutto in mancanza di quel talento, a non esagerare. Mica sempre funziona. Senz'altro non nel privato, perché chi fa parte di quel «club» è portato a intervenire fallosamente su qualsiasi argomento alla sua portata: ricette, film, vacanze, percorrenze autostradali. Con il perfezionista, granitico macigno sulla leggerezza conviviale, nulla resta impunito. Chiaro che il suo nome venga sfrattato da molte agende, se mai sia entrato. Ma nemmeno, a quanto pare, funziona sulla riva professionale.

Il perfezionismo negli ambienti di lavoro semina una specie di spiacevole ansia da prestazione in senso lato: sì, pure i risultati economici fanno cilecca. L'ultimo ammonimento viene dal Financial Times , che con un articolo della psicoterapeuta Naomi Shragai, assicura quanto sia meglio imbrigliare in buone redini la nostra eventuale propensione alla perfezione. «Non è un caso ? conferma Shragai ? che anche verso quei genitori che si sentono inadeguati s'insista sulla necessità d'accettare limiti e possibilità di sbagliare. È inutile cercare d'essere perfetti, basta essere abbastanza bravi nell?aiutare i figli ad affrontare la vita». 

Ma quali sono, per esempio, i motivi per cui un capo perfezionista riesce a ottenere meno risultati di uno con qualche parvenza d'umanità ? Primo: pretendono molto da sé, e sono iper-autocritici ma con gli altri vanno giù anche più pesante e questo non è zucchero per il morale della truppa.Secondo: non amano delegare ma se temono ci sia il rischio-errore s'intromettono e non sono bei momenti. Terzo: l'ossessione del dettaglio impedisce loro d'avere una visione più alta di tutto il lavoro. Quarto: la paura che le cose non meritino il dieci e lode gli fa procrastinare le scadenze, aumentando l'altrui frustrazione. Quinto: il fatto di concentrarsi sui risultati in modo integralista, tralasciando qualche tonico anti-tensione, li rende francamente odiosi.

Sono ufficiali per cui attaccheremmo all'arma bianca contro l'artiglieria nemica ? Difficile. In ogni caso, come si diceva, il perfezionismo non è necessariamente antagonista del talento. Quando vediamo negli studios dei Beatles in Abbey Road, Paul McCartney spiegare per la sesta volta a George Harrison come deve fare l'assolo di Hey Jude, si capisce che lui è lì lì per mettergli le mani nel collo, ma a un genio come Paul questo non si fa. Vogliamo parlare di Robert De Niro e delle sue trasformazioni fisiche tipo sosia del pugile Jake LaMotta in Toro scatenato ? Anche Steve Jobs, caratterino di carta vetrata ad alto ingegno, faceva parte della congrega, visto che investiva montagne di dollari perché i suoi oggetti fossero (accademicamente) belli perfino all'interno. Il perfezionismo non è legato soltanto alle occasioni maiuscole: lo chef-star Carlo Cracco lo applica anche a una cosa casalinga come le verdure all'olio. 

Ma la cipolla di Tropea deve essere tagliata in quattro parti a X e le carote di traverso, se no s'incupisce senza rimedio.Le motivazioni possono essere le più disparate. Margherita Buy, ultrarigorosa nella preparazione d?un copione, fa riferimento all?ansia e al senso del dovere. Per Giorgio Armani, che va a controllare (senza farsi vedere) le vetrine dei suoi nuovi negozi, è una condizione irrinunciabile per il successo. E che dire del grande pianista Glenn Gould che considerava il pianoforte un'appendice del suo corpo? Ad ascoltare però due star hollywoodiane come Gwyneth Paltrow ed Emma Watson, la «colpa» sarebbe invece tutta di mamma e papà: perfezioniste si nasce, non si diventa. Caso mai ci si può (parzialmente) pentire .

Paracchini Gian Luigi (07 dicembre 2013) - Corriere della Sera




martedì 2 luglio 2013

Dieci piccoli gesti quotidiani scacciacrisi, scientificamente provati

L'estate è soprattutto il tempo di prendersi una pausa dallo stress, dal tran tran quotidiano e per rinnovare se stessi. Ma ci sono, oltre alle meritate ferie, alcuni piccoli accorgimenti da sfruttare anche dopo le vacanze, tutti scientificamente testati, che fanno bene all'anima e aumentano la felicità, anche in assenza di dolce far niente.

1- Donare- Fare un piccolo regalo ad amici e parenti o sconosciuti, soprattutto se improvvisato, dona serenità.

2 -Autoterapia da grafomane- Scrivere o appuntare in un quaderno ogni sera tre piccoli eventi piacevoli (la moglie che vi ha cucinato il vostro piatto preferito, un disegno di vostro figlio, la telefonata di un amico) moltiplica esponenzialmente il loro beneficio.

3- Fare ogni giorno qualcosa di nuovo. Non per forza un'avventura ma una semplice variazione nella routine. Cambiare mezzo o itinerario per andare al lavoro, fare la pausa pranzo in un altro bar, comprare qualcosa in un nuovo negozio può aiutare a spezzare delle catene invisibili che pesano e intristiscono più di quanto pensiamo.

4- Immergersi nel blu. Esporre il prorpio corpo al colore blu di un ambiente naturale aumenta l'autostima, la propensione al sorriso e azzera lo stress.

5- Porsi degli obiettivi a breve o lungo termine. Promettere a se stessi di mangiare un po' meno, fare più esercizio fisico, senza chiedere enormi sacrifici ma con l'obiettivo di raggiungerli, sopprime le emozioni negative.

6- Abbandonate il vostro punto di vista. Difendere la proprie posizioni ad oltranza fa disperdere moltissime energie ed esaurisce. Al contrario la neutralità o la ricerca di un compromesso giovano moltissimo.

7 - Andare in chiesa. Più studi scientifici hanno dimostrato che credere e frequentare una chiesa rende più sereni di chi si dichiara ateo.

8- Anticipare un evento piacevole. Preparare una festa (meglio se a sopresa) o passare del tempo pianificando eventi piacevoli attesi regala serenità.

9- Dormire 6 ore e 15 minuti senza interruzioni ogni notte. Al di sotto di questo intervallo di tempo l'umore ne risente.

10- Avete almeno dieci amici veri? Chi ha meno di cinque amici è più solo e meno felice, lo certifica l'università di Nottingham.

Nova 24tech - Il Sole 24 Ore