venerdì 8 maggio 2015

8 maggio: buongiorno, una spettacolare giornata sulla #romagna....



8 maggio: buongiorno, una spettacolare giornata sulla #romagna. Il sole matura il grano, sotto la neve pane. #may #spring #photo #sun #italy #italyisbetter #countryshire #skyline http://ift.tt/1RiToHL


from Tumblr http://ift.tt/1Ilr6tk
via IFTTT

giovedì 7 maggio 2015

Cinquanta ettari di cemento al giorno così il Belpaese asfalta il suo futuro

Articolo di Tomaso Montanari (Repubblica 4.5.15)

“”Allarme dell’Ispra: basta costruire o sarà troppo tardi “Nel solo 2014 coperti 200 chilometri quadrati di suolo”

Nemmeno la grande crisi ha fermato l’unica impresa comune nella quale gli italiani delle ultime generazioni sembrano essersi coalizzati: il consumo irreversibile del sacro suolo della patria. Cioè il più evidente dei nostri vari suicidi collettivi. È questa la più impressionante tra le moltissime notizie contenute dal rapporto 2015 sul consumo di suolo che dopodomani sarà reso pubblico dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, l’Ispra. Nel 2014 abbiamo “tombato” col cemento altri duecento chilometri quadrati di suolo: ogni giorno perdiamo 55 ettari, ogni secondo ci giochiamo tra i 6 e i 7 metri quadrati di futuro. In totale il suolo consumato in Italia è arrivato a quota 21mila chilometri quadrati, cioè il 7 per cento del territorio.

Dai numeri dell’Ispra appare consolidata la tendenza per cui, dal 2008, il Nord Ovest guadagna (cioè perde…) terreno rispetto al Nord Est. In altre parole, si costruisce di più proprio nelle regioni che negli ultimi anni hanno pagato, per il cemento, il prezzo più alto in termini di vite umane e di danni materiali: la Liguria, per esempio. I numeri del cemento vanno, infatti, incrociati con quelli del brusco cambiamento climatico e del conseguente aumento del rischio idraulico e geologico. In un convegno sul Cambiamento climatico, rischio idrogeologico e pianificazione urbanistica tenutosi recentemente all’Università di Firenze, il meteorologo Andrea Corigliano ha notato che «dei 74 eventi alluvionali totali italiani che si sono verificati dal 1951, 55 si sono manifestati dopo il 1990 e ben 26 solo negli ultimi quattro anni». In altre parole, gli effetti dell’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera (nel 2014 la più elevata degli ultimi 800 mila anni) si stanno sommando a quelli del sigillamento del terreno: e la conseguenza sono le devastanti alluvioni urbane, che tutto sono tranne che una catastrofe naturale .

Di naturale c’è davvero poco, in questa nostra folle corsa al cemento. I dati dell’Ispra smentiscono, per l’ennesima volta, la presenza di un nesso causale tra edilizia e necessità di abitazioni: in una spirale perversa le città perdono abitanti, ma guadagnano case, vuote e sfitte. E se nel 2014 il suolo consumato per ogni cittadino italiano sembra, per la prima volta, lievemente scendere, non è perché si costruisca di meno, ma è a causa della ripresa demografica, dovuta in grandissima parte all’immigrazione. Come una specie di terribile peccato originale, i “nuovi italiani” si addossano un consumo statistico di suolo davvero impressionante: circa un chilometro quadro a testa!
E non si deve pensare che il Mezzogiorno sia esente dalla peste grigia del cemento. 

Dopo Lombardia e Veneto si attestano immediatamente la Campania e la Puglia. Ed è impressionante — ma non sorprendente — vedere che la regione del Crescent (il più incredibile scempio edilizio della Penisola, che ha sfregiato la città e il paesaggio di Salerno per volontà del sindaco Vincenzo De Luca, ora candidato alla presidenza della regione) nel 2013 si è cementificata più di Toscana, Emilia Romagna, Lazio: con una percentuale che si attesta tra il 7,8 e un mostruoso 10,2 per cento del territorio.
Di fronte a queste cifre, appaiono un balsamo le parole del nuovo ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio, il quale ha subito promesso che si costruiranno solo opere utili (ovvio? No, sarebbe rivoluzionario), e che si romperà con la legislazione d’emergenza pro-cemento made in Maurizio Lupi. Ma c’è da fidarsi?

Il disegno di legge sulla “semplificazione” presentato dal presidente del consiglio Matteo Renzi di concerto con la ministra Marianna Madia promette, al contrario, di aggravare le conseguenze del micidiale Sblocca Italia, voluto da Lupi e fatto approvare da Renzi nello scorso novembre. Si tratta di una legge delega che — se approvata — permetterà, tra l’altro, al governo di estendere il micidiale meccanismo del silenzio-assenso (già sostanzialmente dichiarato anticostituzionale nel 1986) anche «alle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico- territoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini» (articolo 3). Facile immaginare cosa succederà, in un Paese che ha smantellato e reso inefficienti le sue “magistrature del territorio”: saranno più veloci i permessi alle opere inutili legate ad interessi privati. E che dire dell’articolo 2, che delega il governo a introdurre il principio della decisione a maggioranza nelle conferenze dei servizi? Gli interessi dell’ambiente e della salute dei cittadini saranno in maggioranza o, come sempre, in minoranza?

La battaglia contro il cemento si perde prima nelle leggi corrotte, e poi sul territorio: dipende dall’azione del governo Renzi ciò che leggeremo nel prossimo rapporto Ispra. O il governo invertirà la rotta, o leggeremo che ci siamo suicidati ancora un po’. La scommessa sarebbe facile: ma sul futuro dei nostri figli non si può scommettere.”"


mercoledì 6 maggio 2015

martedì 5 maggio 2015

#Brenda #goodmorning #goodlife #labrador #dog #mylabrador #photo...



#Brenda #goodmorning #goodlife #labrador #dog #mylabrador #photo #countryshire #fatherland #fantastic #italy #italyisbetter http://ift.tt/1IaZiWU


from Tumblr http://ift.tt/1IIq4Xm
via IFTTT

lunedì 4 maggio 2015

sabato 2 maggio 2015

Il governo del leader non minaccia la democrazia


di Michele Salvati Corriere 1.5.15

Questa fase della vita politica italiana — il «tutti contro Renzi» sul tema della legge elettorale — sembra la meno adatta a riflessioni pacate sulle radici lontane della crisi che stiamo vivendo.
Per semplificare il tentativo, non mi soffermo sul perché siano contro Renzi movimenti o partiti populisti e antieuropei: esclusi dal gioco, ogni pretesto è buono per aggredire il governo. E lascio anche da parte quel partito, Forza Italia, che ai tempi del patto del Nazareno Renzi pensava di coinvolgere nel gioco, come rappresentante di un elettorato con il quale poteva instaurarsi una dialettica democratica simile a quella che si svolge in altri grandi Paesi europei, centrodestra contro centrosinistra. A Berlusconi non è riuscito il tentativo (ma c’è mai stato?) di «trasformare il carisma in istituzione», di stabilizzare e dare una consistenza organizzativa al suo partito e un indirizzo politico al suo popolo: compito certo difficilissimo in Italia, ma che ad altri leader carismatici è pur riuscito altrove. Perché non sia riuscito a lui per ora nessuno l’ha spiegato meglio di Giovanni Orsina ( Il berlusconismo nella storia d’Italia , Marsilio) e devo lasciare il lettore in sua compagnia.
Vengo allora al Pd. Nessuno, credo, si lascia ingannare dalla maggior correttezza della polemica — i toni di Salvini non si adattano a una polemica interna, e poi tradizione e cultura ancora un poco contano — ma l’ostilità e l’insofferenza della minoranza per il segretario sono ancor più intense di quelle manifestate dai partiti di opposizione, cosa che spesso avviene nei conflitti in famiglia. E nessuno, credo, è convinto dall’idea che queste difficoltà siano dovute a incomponibili conflitti sul merito delle riforme istituzionali proposte da Renzi, come invece la minoranza vorrebbe far credere. Tanti commentatori ci hanno già ricordato, con nomi e date, che una concezione di democrazia maggioritaria come quella adottata dall’attuale proposta di legge elettorale era già discussa e largamente accettata all’interno dei partiti dell’Ulivo, e che l’idea di un Senato senza potere fiduciario e invece con una funzione di rappresentanza delle autonomie era un obiettivo sul quale esisteva un ampio accordo. Anche sul rafforzamento del ruolo del presidente del Consiglio, pur temperato da istituzioni di garanzia che il progetto Renzi lascia inalterate nei loro poteri, il consenso nei partiti dell’Ulivo, poi confluiti nel Partito democratico, era molto ampio. E lascio da parte l’incredibile polemica sulle preferenze: contro le preferenze era schierato l’intero Pds-Ds, e una parte non piccola di Margherita.

Facciamo allora un piccolo esperimento intellettuale e poniamoci la seguente domanda ipotetica: se le riforme che ora vuol fare Renzi le avesse proposte Bersani con l’avallo del vecchio gruppo dirigente ex comunista ed ex sinistra dc — alla luce della storia che ho brevemente ricordato non è un’ipotesi inverosimile, le premesse c’erano tutte — ci sarebbe forse stato uno scatenamento polemico di questa intensità? Che arriva a riesumare il vecchio slogan di «minaccia alla democrazia» già usato ai tempi di Berlusconi? Quali tabù ha toccato Renzi per suscitare questa reazione? Non può trattarsi solo della comprensibile resistenza di un ceto dirigente sconfitto: in un partito sano la sconfitta si archivia e ci si prepara a una rivincita in futuro, confidando che i fatti e la propria azione politica dimostrino l’erroneità della linea adottata dal leader. In gioco c’è qualcosa di più grosso, il passaggio da una concezione di partito a un’altra. Da un partito di notabili in servizio permanente effettivo, in cui la strategia del partito emerge da accomodamenti e mediazioni continue, a un partito del leader il quale giudica quando il tempo delle mediazioni è finito e l’ulteriore dilazione nella decisione contrasterebbe con l’efficacia della decisione stessa. Un partito che non guarda prevalentemente al proprio interno, ma guarda alla sua azione di governo e al consenso che questa può riscuotere nel Paese. Se si aggiunge che — mirando al successo esterno e non alla conservazione delle oligarchie e dei santuari ideologici cui prestano osservanza — il leader può essere indotto a forti modifiche delle strategie adottate in passato, si vedono bene i tabù che Renzi ha abbattuto e si capisce la violenza della reazione: l’opposizione è stata sbalzata in un mondo radicalmente estraneo a quello cui si era assuefatta.

È il nuovo mondo che Mauro Calise spiega assai bene nel suo saggio sull’ultimo numero de «il Mulino» ( La democrazia del leader ) e di cui consiglio una lettura attenta, ai dissidenti del Pd e non solo. Il governo del leader non è una minaccia per la democrazia — non siamo a Weimar — ma un tentativo di conciliare democrazia e capacità di decisione, nella consapevolezza che la vera minaccia della democrazia è la sua incapacità di decidere. 


you can not have everything in life 😊 #service #customerservice...



you can not have everything in life 😊 #service #customerservice #fast #cheap #good #crm http://ift.tt/1I0n3kF


from Tumblr http://ift.tt/1DQUwJi
via IFTTT

Il vero eroe dell’#EXPO Giuseppe Pirazzini #noblackblocks...



Il vero eroe dell’#EXPO Giuseppe Pirazzini #noblackblocks #milano #noviolence #eggs Un esempio per tutti. #alpini http://ift.tt/1DQQSz4


from Tumblr http://ift.tt/1DJhEZ4
via IFTTT

venerdì 1 maggio 2015

Buongiorno e buon 1 Maggio #goodmorning #firstmay #laborday...



Buongiorno e buon 1 Maggio #goodmorning #firstmay #laborday #festadeilavoratori #labor #work http://ift.tt/1bIHcPE


from Tumblr http://ift.tt/1JFaT2L
via IFTTT

mercoledì 29 aprile 2015

Nubi e sole giocano nel cielo oggi #romagna #photo #niceday...



Nubi e sole giocano nel cielo oggi #romagna #photo #niceday #goodmorning #goodlife #fatherland #cool #calm #think http://ift.tt/1Guym02


from Tumblr http://ift.tt/1dr6fIa
via IFTTT

lunedì 27 aprile 2015

venerdì 24 aprile 2015

giovedì 23 aprile 2015

#party #charity #drink #albana #sangiovese #cool #colorful #open...



#party #charity #drink #albana #sangiovese #cool #colorful #open #peoples #happy #funny #italy http://ift.tt/1EjoCZy


from Tumblr http://ift.tt/1yU7gls
via IFTTT

mercoledì 22 aprile 2015

only one destination… One #Dream… #Frisco...



only one destination… One #Dream… #Frisco #siliconvalley #startup #crowdfunding #canvas #businessplan #pitch #elevatorpitch #leanstartup #app http://ift.tt/1HsS2W3


from Tumblr http://ift.tt/1GgZXo6
via IFTTT

martedì 21 aprile 2015

lunedì 20 aprile 2015

Questa è troppo bella #Renzi #politica #politics #spindoctor...



Questa è troppo bella #Renzi #politica #politics #spindoctor #USA #president #twitter #hastagh #photo #cool #houseofcards #smile #joke http://ift.tt/1JnldJ3


from Tumblr http://ift.tt/1JnmnEe
via IFTTT

domenica 19 aprile 2015

La maglia più bella di sempre #inter #nerazzurripersempre...





La maglia più bella di sempre #inter #nerazzurripersempre #milanosiamonoi #milionidinomi #vincere #curvanord #amala http://ift.tt/1bfFoOp




from Tumblr http://ift.tt/1G7ESiE

via IFTTT

sabato 18 aprile 2015

#sunday #goodmorning giornata senza sole #cloudy #romagna #italy...





#sunday #goodmorning giornata senza sole #cloudy #romagna #italy #spring #photo #countryshire #fatherland http://ift.tt/1GWz7ED




from Tumblr http://ift.tt/1IUkBh5

via IFTTT

mercoledì 15 aprile 2015

Oggi in ufficio avevo un ospite 😝#goodnight...





Oggi in ufficio avevo un ospite 😝#goodnight http://ift.tt/1HtEiLa




from Tumblr http://ift.tt/1E2CIQN

via IFTTT

Uno spettacolo che si rinnova ogni giorno. #goodmorning Seguite...





Uno spettacolo che si rinnova ogni giorno. #goodmorning Seguite la strada che vi indica il vostro istinto per vivere pienamente il presente #goodlife #sun #spring #italy #romagna http://ift.tt/1CZ1WZN




from Tumblr http://ift.tt/1IbRwKO

via IFTTT

martedì 14 aprile 2015

#guerrillamarketing #marketing #dog #pet Good idea of Iams...





#guerrillamarketing #marketing #dog #pet Good idea of Iams #viral #socialmedia http://ift.tt/1Hmoee3




from Tumblr http://ift.tt/1NB9BIO

via IFTTT

Sorpresa nel giardino dell'ufficio… mamma anatra con...





Sorpresa nel giardino dell'ufficio… mamma anatra con tutti i piccoli in fila indiana 😊 #ducks http://ift.tt/1I8AehB




from Tumblr http://ift.tt/1FDUKnp

via IFTTT

domenica 12 aprile 2015

Schegge - Spogliarsi del disordine per vivere in felicitá...









Schegge - Spogliarsi del disordine per vivere in felicitá


Occorre prima di tutto, spogliarsi del disordine di tutte le schiavitù, per trovare alla fine la gioia, che fiorisce solo nella anime nude.


Mantenere sempre il cuore puro e l'occhio sereno. Che il Destino ci colga sempre forti e degni !

Amare la felicità è importante, come si ama il cantare del vento per quanto sfuggevole o i colori del tramonto, anche sapendo che stanno per morire.


Essere felici al termine di tutto significa tendersi in avanti, donarsi completamente. Sulla terra esistono tante cose mediocri, meschine o laide, che un giorno potrebbero finire per sommergerci.


L'arte è la nostra salute interiore, il nostro giardino segreto che continuamente ci rinfresca.

Poesia, pittura, scultura, lettura, musica. Non importa cosa pur di evadere dal banale, sollevarsi al di sopra della polvere, pensare e creare grandi cose, far scaturire quella scintilla di “straordinario” che ciascuno di noi possiede, convertendola in un grandioso incendio che divora tutto il brutto e purifica.


Le uniche vere gioie sono quelle che portiamo dentro di noi, che è la nostra Fede a creare, il nostro dinamismo a nutrire. E che ci permette di creare qualcosa di grande e di bello.

Le disfatte, le vittorie, i sogni o i successi materiali passano, si dimenticano.

L'unica cosa che rimane in noi è la grande illuminazione spirituale, senza la quale il mondo è nulla. Nella vita tutto è questione di Fede e di tenacia.

La fiducia non la si mendica, la si conquista.

Il modo migliore per conquistarla e donarsi completamente.


Che importa soffrire se vi è stata nella nostra vita qualche ora immortale ? Quanto meno si è vissuto !




from Tumblr http://pier61.tumblr.com/post/116187387679

via IFTTT

giovedì 2 aprile 2015

Tu puoi fare la differenza.Là fuori, appena oltre la soglia...





Tu puoi fare la differenza.


Là fuori, appena oltre la soglia dell’azienda, c’è il mercato, con le sue sfide.

Per sopravvivere, oggi più che mai, occorre creare nuovi valori. Ma non basta riconoscerlo, bisogna andare oltre per cogliere le piccole cose che stanno concretamente alla sua base.

Cose che fanno la differenza.

Cose che fanno scattare la molla del successo.



Dal libro wwworkers di Giampaolo Coletti




from Tumblr http://ift.tt/1ISRlEK

via IFTTT