“Democrazia in America”, volume due
martedì 8 dicembre 2015
L'età dello sfinimento
“Democrazia in America”, volume due
domenica 22 novembre 2015
L'età dello sfinimento
“Democrazia in America”, volume due
venerdì 27 febbraio 2015
Lavoro, le ore più produttive? Il mattino presto
Gli italiani? Poco mattinieri, ma il 35% di manager, professionisti e impiegati gestisce la maggior parte delle pratiche nelle prime ore, lontano dall’ufficio tradizionale
Brevi break, inoltre, sono necessari durante la lunga giornata lavorativa per mantenere il benessere psico-fisico, recuperare le energie e la capacità di rimanere concentrati. La pausa caffè rappresenta in Italia, ma anche negli altri paesi, un must delle interruzioni di relax sul lavoro, (29% Italia; 28% media globale); anche piccole passeggiate (all'interno o all'esterno degli uffici) costituiscono un'attività fisica per sgranchirsi un po' le gambe dopo essere rimasti seduti alla scrivania per molto tempo. Questa attività è più frequente all'estero (24% media globale, 21% Italia). Seguono poi il cambio di attività, passando a svolgere altri impegni e incombenze per poi riprendere (17% Italia, 14% globale) e brevi conversazioni con i colleghi (14% Italia, 11% media globale); anche guardare le notizie o navigare in rete (11% Italia e media globale) costituisce un momento di svago e relax.
domenica 11 maggio 2014
Cosa non fa un Leader
by Pierangelo Raffini
via IFTTTfrom Facebook
domenica 13 aprile 2014
Sei un capo o un leader ?
“Un capo da la colpa, un leader corregge gli errori” scrive uno scrittore americano, R.H. Ewing. Quali sono i dieci fattori che distinguono un capo da un leader? Scopriamolo insieme con l’aiuto del sito americano di business Inc.com.
1. Un capo pensa di conoscere tutto. Un leader ha sempre voglia di imparare.
2. Un capo fa domande. Un leader cerca le soluzioni.
3. Un capo parla per primo e poi ascolta. Un leader ascolta prima e poi parla.
4. Un capo dirige. Un leader insegna.
5. Un capo critica. Un leader incoraggia.
6. Un capo individua le debolezze dei suoi dipendenti. Un leader ne scopre le qualità.
7. Un capo dice “io”. Un leader dice “noi”.
8. Un capo attribuisce le colpe. Un leader distribuisce le responsabilità.
9. Un capo nasconde le sue debolezze. Un leader le mostra.
10. Un capo pretende risultati. Un leader chiede impegno.
Insomma, ogni team ha un capo, ma poche hanno un leader. Che sa fare la differenza.
Redazione Millionaire.it (http://millionaire.it/sei-un-capo-o-un-leader/)
venerdì 11 aprile 2014
5 riflessioni sulla Leadership
giovedì 6 marzo 2014
8 consigli per fare impresa rubati agli Chef
lunedì 17 febbraio 2014
Riflessioni sulla Leadership
by Pierangelo Raffini
February 17, 2014 at 07:21AM
from Facebook
domenica 9 febbraio 2014
Le 10 facce del leader
venerdì 31 gennaio 2014
Le 5 capacità che un leader deve possedere
martedì 28 gennaio 2014
Il coraggio di rischiare
giovedì 23 gennaio 2014
PERSUASIONE, SAI COME USARLA?
martedì 21 gennaio 2014
15 cose da fare per avere successo
domenica 12 gennaio 2014
Il mattino ha l'oro in bocca
Nella maggior parte dei casi dirigenti e imprenditori puntano la sveglia all’alba, se non prima. Le motivazioni sono tante, ma gli esperti confermano: chi si alza alle prime luci rende di più e anche la salute ci guadagna
Pillole di sonno
La (sana?) abitudine di anticipare tutto al mattino è prassi comune anche fra i dirigenti, non necessariamente tutti stakanovisti: le motivazioni, infatti, sono varie e hanno a che fare più con il concetto di work-life balance che con l’arrivismo. Quel che conta, in ogni caso, è il proprio orologio biologico: bisogna assecondarlo per vivere (e lavorare) meglio. «Io dormo poco, lavoro fino a tardi e mi sveglio presto», ci racconta Paolo Iacci, presidente di Bcc Credito Consumo e vicepresidente nazionale dell’Associazione italiana direttori del personale (Aidp). «Nella notte e al mattino nessuno disturba, sono più concentrato e la produttività sale. Penso meglio e sono più libero nel decidere i miei tempi senza dover rispettare quelli altrui. In realtà questa non è stata una vera e propria scelta: semplicemente mi sono accorto che la mia propensione al poco dormire aveva numerosi risvolti positivi, mi regalava più tempo per pensare e ritrovare me stesso». A conferma della tesi che chi dorme non piglia pesci arriva, puntuale come sempre, una indagine ad hoc: questa volta è toccato a un team di ricercatori canadesi, dopo aver intervistato un migliaio di persone, concludere scientificamente che i mattinieri sono più contenti e in salute. Sarà.
E IO RIVENDICO IL DIRITTO A TIRAR TARDI…
Quando abbiamo chiesto a Mario Mantovani, vicepresidente di Manageritalia, cosa ne pensasse dei mattinieri, per tutta risposta ci ha mandato una email a mezzanotte passata. «Dopo aver messo a letto il piccolo, verso le 22, accendo il computer e comincio a lavorare, dedicandomi alle email più lunghe o che presuppongono risposte articolate, tutte cose difficili da fare durante il giorno, quando i ritmi sono più serrati. Il lavoro di notte è molto produttivo, non arrivano telefonate né messaggi, le email sono rarissime e nessuno bussa alla porta. E il giorno dopo, appena arrivati in ufficio, i miei collaboratori troveranno le mie istruzioni, le richieste o risposte e potranno iniziare subito a lavorare». Hanno ragione i manager notturni o i mattinieri? Come sempre in questi casi, la verità sta nel mezzo. Lo dice una delle massime autorità sul sonno, la Sleep Foundation: non esiste un’unica ricetta che vada bene per tutti, perché anche se può sembrare strano accontentarsi di dormire solo quattro ore per notte, ogni persona è differente dalle altre. E ciascuno decide per se stesso, seguendo i propri ritmi.











