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sabato 22 agosto 2015

Siate stoici, vi servirà nella vita

Lo stoicismo, nato ad Atene come scuola filosofica, ma portata alla conoscenza dei più grazie all'imperatore Marco Aurelio che ne era un convinto seguace e ci ha lasciato uno scritto molto interessante che invito a leggere, senza fretta: Colloqui con se stesso.
Per cambiare atteggiamento o modo di vivere non occorre per forza cambiare lavoro, andare a vivere in un altro luogo o attendere eventi rivoluzionari. Il cambiamento si può attuare da subito e lo stoicismo aiuta in questo senso. Approfondendo questa filosofia si comprende che ci aiuta a capire che l'infelicità, le vicende negative, i dolori interiori, quello che oggi chiamiamo stress, non è frutto degli eventi esterni, bensì dei giudizi che diamo interiormente a questi eventi in base al valore che gli attribuiamo.
Perciò se vogliamo cambiare, il primo passo è imparare ad esercitare un vero controllo su noi stessi. Tutto ciò che è all'esterno di noi stessi può venire a mancare o esserci sottratto. Come possiamo fare affidamento per la nostra felicità e il nostro benessere futuro sui beni materiali o promesse che possono svanire da un giorno all'altro ? Paura e insicurezza nascono spesso da questo. Lo stoicismo ci guida a creare una felicità incrollabile nella nostra vita. L'unica cosa su cui possiamo realmente contare. Un messaggio molto importante e straordinariamente attuale anche in questi momenti di grande incertezza.
Marco Aurelio nonostante fosse allora l'uomo più potente della terra e con un potere illimitato, aveva compreso in modo profondo questa verità. Quanto la vera felicità e serenità risiedano in noi stessi. "La qualità della vita dipende da ciascuno di noi" amava ripetere, perché anche se non abbiamo la possibilità di controllare ciò che accade abbiamo però la piena autonomia e capacità di decidere come reagire agli eventi esterni. Indipendentemente dalle prove a cui siamo sottoposti: dolori, disonestà, ingiustizie, ingratitudini, gelosie; noi abbiamo la facoltà di scegliere la calma e l'imperturbabilità. 
Per lo stoicismo ciò non significa rinunciare all'azione anzi, nell'applicare questo atteggiamento saremo più efficaci nella reazione perché più lucidi e distanti. Lo stoicismo è un potente strumento che può aiutarci ad attuare un cambiamento fondamentale in noi. Non farsi più contagiare dagli eventi esterni conoscendo la natura delle persone e avere il controllo sulla misura in cui gli eventi esterni ci possono controllare, dona una grande soddisfazione e pace interiore.
Non essere più d'ostacolo a se stessi e sapere che nessun danno potrete ricevere da altri rafforza la propria autostima.

martedì 23 giugno 2015

Distruzione creativa

Uscire dagli schemi e innovare spiazzando gli altri Dalla tecnologia alla politica, chi la esalta e chi la teme.

Gli approcci Il dibattito in Europa e negli Stati Uniti, dove alimenta l'orgoglio nazionale.

Una delle battute più divertenti contenute nella sceneggiatura del film-biografia Steve Jobs (uscirà dopo l'estate, protagonista Michael Fassbender) è una profezia: nel 1998 il fondatore della Apple vede la figlia incollata a un Walkman e le consiglia di godersi il mangianastri portatile perché sta per essere spazzato via. Lisa Jobs non sa ? noi spettatori sì ? che papà Steve ha già in mente l'iPod, che uscirà tre anni dopo con dentro duemila canzoni in formato digitale contro le dieci o dodici del Walkman.
Jobs e la sua azienda sono l?esempio di quello che gli americani chiamano l'essere «disruptive», la capacità di innovare attraverso la distruzione creativa dell'esistente per creare nuovo valore. «Rottamare», diremmo in Italia (vedi la forza innovativa del primo Renzi e il disagio che creò al sistema politico). E nella nostra lingua c'è a partire dal vocabolo un?accezione spiacevole che nella versione inglese manca.La tecnologia continua a essere profondamente «disruptive»: suscitando grande orgoglio nazionale per gli americani (non è questione di soft power ma di fatturato: nella top ten delle aziende più capitalizzate ci sono Apple, fondata nel 1976, Microsoft, nata nel 1975, e Google, 1998). Quando internet era ancora acerbo e i cellulari telefonavano e basta, nel 1997, un economista americano somigliantissimo a Clark Kent prima di trasformarsi in Superman nella cabina telefonica (classico esempio di tecnologia rottamata da una novità «disruptive»), il professor Clayton M. Christensen della Harvard Business School, ha cominciato a analizzare il fenomeno dell'innovazione tecnologica. 
Con una serie di libri diventati subito di riferimento ha formulato una teoria generale di quella che ha battezzato «disruptive innovation»: un prodotto o un servizio che inizialmente parte dal basso per crescere velocemente spiazzando la concorrenza che fino a poco prima aveva dominato (vedi box). L'esempio più banale è quello del personal computer: le potentissime aziende tecnologiche del primo dopoguerra avevano computer enormi, costosissimi, per pochissimi utenti istituzionali che garantivano margini molto alti e mercato chiuso. Si resero così vulnerabili all'innovazione di computer pensati per un pubblico più vasto e più «basso», personali, non più aziendali. Inventati in garage e prodotti da aziende più agili. Altro ovvio esempio: i piccoli cellulari che sconfiggono la telefonia fissa dei monopoli. E allora diventa un po' sterile chiedersi, come faceva ieri sul sito del New York Times il giornalista finanziario James B. Stewart nel suo blog, come mai l'innovazione dirompente che rottama lo status quo entusiasma gli americani e spaventa noi europei. 
Perché Stewart ha chiesto lumi a Petra Moser, economista tedesca di Stanford, che ha parlato dei timori europei (fondati) d'essere rimasti indietro. «Stanno cercando di ricreare la Silicon Valley in posti come Monaco, finora con poco successo», per motivi culturali e istituzionali. Eppure, seguendo la «curva» di Christensen ? la rottamazione che parte dal basso e allarga la base di utenti di un prodotto esclusivo ? non si può non pensare ai punti deboli dei giganti che dominano in un dato momento storico. Non si può non pensare ai ragazzi «disruptive» di Wikileaks: hanno preso un «prodotto» esclusivo e con margini altissimi ? le informazioni riservate del Pentagono e della Cia ? e le hanno fornite con rapidità e convenienza a una base vastissima di utenti. Loro stanno a Berlino, Julian Assange in territorio ecuadoregno a Londra, Edward Snowden in Russia: dall'altra parte del mondo rispetto alla Silicon Valley e al suo business dominante (fino a quando ?) della rottamazione.
Persivale Matteo

venerdì 5 giugno 2015

La fortuna ? E' una questione di allenamento

"Faber est suae quisque fortunae" diceva Appio Claudio, "Ciascuno è artefice della propria sorte".Questa frase chiarisce bene il concetto che la fortuna o la sfortuna come entità paranormali non esistono, ma sono le nostre decisioni, le nostre scelte, che stabiliscono la nostra sorte o fortuna se si preferisce chiamarla così.
Esseri fortunati non è una casualità, ma una questione di preparazione mentale e materiale. L'opportunità capita a tutti se si è lavorato bene prima. Per molte persone però la sfortuna è una giustificazione che permette loro di non cambiare mai. Se non si modifica l'atteggiamento difficilmente ci si sentirà mai fortunati.
E' bene ricordare sempre alcune cose. Prima di tutto generalmente le persone non hanno la corretta percezione di tutte le volte in cui sono state "fortunate” perché il cervello tende a valorizzare negativamente molto di più un singolo evento sfortunato. In più un evento fortunato è assunto spesso come un fatto dovuto e lo si banalizza. Poi non c'è mai la possibilità di avere una controprova, a volte un fatto che riteniamo sul momento sfortunato ci apre nuove opportunità che forse non sarebbero arrivate in diverse condizioni. Inoltre normalmente la propria esistenza viene giudicata fortunata o meno in funzione di ciò che ottengono e possono fare gli altri, difficilmente ci si focalizza su se stessi facendo una seria autoanalisi. 
Come si fa a diventare fortunati ? Certamente cambiando atteggiamento. Abbandonando il pensiero negativo attraverso la comprensione dei motivi che ci inducono ad avere questi pensieri. Non è semplice, ma è importante lavorarci. Qualsiasi cammino si intraprenda non è possibile pensare che sia sempre tranquillo senza intoppi, avversità o problemi. Non giova pensare che agli altri vada tutto sempre bene, perché non è così. Ci sono persone che hanno avuto momenti di sorte favorevole, ma hanno compiuto errori o fatto scelte sbagliate e la "fortuna" se n'è andata. Non è stata colpa della "sfortuna". La responsabilità è sempre vostra alla fine.
Prepararsi, concentrarsi, migliorare, muoversi, frequentare, essere empatici, sono le parole che contengono la soluzione per essere fortunati. L'opportunità può esserci in ogni momento di una giornata, quando uno meno se lo aspetta. Bisogna arrivarci sempre preparati per coglierla e, soprattutto, mantenerla.
In ultimo: imparate a mantenere un approccio positivo alla vita, è contagioso anche per chi vi sta davanti. A volte la fortuna va aiutata...

venerdì 27 febbraio 2015

Lavoro, le ore più produttive? Il mattino presto


Gli italiani? Poco mattinieri, ma il 35% di manager, professionisti e impiegati gestisce la maggior parte delle pratiche nelle prime ore, lontano dall’ufficio tradizionale

Smartphone, tablet e connessioni in rete consentono di essere sempre operativi e collegati con il mondo del lavoro, con una sempre più crescente integrazione tra vita privata e attività professionale; di conseguenza i tradizionali orari d'ufficio (9-17) sono di fatto superati. Anche per questo, in una recente indagine Regus su 22 mila manager e professionisti a livello internazionale, il mattino presto viene indicato come la fascia oraria più produttiva della giornata.
UN ITALIANO SU DUE LEGATO ALL’ORARIO 9-17. Il 35% di manager, professionisti e impiegati (il 45% a livello globale) raggiungono la massima produttività e riescono a gestire una considerevole parte del lavoro al mattino presto, spesso lontano dall'ufficio tradizionale, prima dell'assalto di e-mail e telefonate che interrompono il flusso del lavoro e la concentrazione. La percentuale registrata nel nostro Paese è sensibilmente inferiore rispetto ai principali paesi europei (Spagna 50%, Francia 44%, Germania 39%, Regno Unito 49%); mentre il 48% degli italiani è ancora legato al tradizionale orario d'ufficio 9-17.
LE ORE PIÙ PRODUTTIVE. Gli orari dove la maggioranza dei rispondenti si ritiene meno produttiva viene indicata in tarda serata (Italia 15%) e durante la notte (Italia 2%). Percentuali più o meno allineate alla media globale e a quelle dei principali paesi europei con l'eccezione della Germania dove viene registrata una percentuale del 22%, quindi circa un quarto dei manager tedeschi, affermano di essere maggiormente produttivi nelle ore serali.
TRA CONCENTRAZIONE E PAUSA CAFFÈ. Anche il tempo durante il quale si riesce a mantenere la concentrazione svolge un importante ruolo nel determinare la produttività delle persone durante l'attività lavorativa. In media circa il 70% mantiene la concentrazione entro le tre (4% meno di un'ora, 31% tra una e due ore, 34% tra le due e le tre ore), solo un 30% dichiara di riuscire a rimanere concentrato sul lavoro senza interrompersi oltre le tre ore.
Brevi break, inoltre, sono necessari durante la lunga giornata lavorativa per mantenere il benessere psico-fisico, recuperare le energie e la capacità di rimanere concentrati. La pausa caffè rappresenta in Italia, ma anche negli altri paesi, un must delle interruzioni di relax sul lavoro, (29% Italia; 28% media globale); anche piccole passeggiate (all'interno o all'esterno degli uffici) costituiscono un'attività fisica per sgranchirsi un po' le gambe dopo essere rimasti seduti alla scrivania per molto tempo. Questa attività è più frequente all'estero (24% media globale, 21% Italia). Seguono poi il cambio di attività, passando a svolgere altri impegni e incombenze per poi riprendere (17% Italia, 14% globale) e brevi conversazioni con i colleghi (14% Italia, 11% media globale); anche guardare le notizie o navigare in rete (11% Italia e media globale) costituisce un momento di svago e relax.

lunedì 12 gennaio 2015

"Non incolpare nessuno", di Pablo Neruda


Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.
Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.
Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.
Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.
Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.
Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.
Apprendi dagli audaci,
dai forti
da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto
pensa meno ai tuoi problemi
e più al tuo lavoro.
I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande, che è
il più grande degli ostacoli.
Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
perché tu stesso sei il tuo destino.
Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell'alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina,
deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino
è il pretesto dei falliti.
( Non è certo che sia di Neruda, ma è molto intensa )

Un grande Amico, un grande Professionista

giovedì 25 settembre 2014

LE TENDENZE DELL'ECONOMIA GLOBALE - RELATORE: ALBERTO FORCHIELLI

Le tendenze dell'economia globale - 1 ottobre 2014

Asia, Africa, Americhe, Europa, chi avanza e chi arretra, e l'Italia?
Renzi ed il suo governo: ce la possono fare?
…e come sono considerati nel mondo?

Relatore
Alberto Forchielli
CEO di Mandarin Capital e Presidente di Osservatorio Asia

Presiede
Pierangelo Raffini
Centro Studi Luigi Einaudi

segue dibattito e replica
Alberto Forchielli
Pier Giacomo Rinaldi Ceroni
Bruno Solaroli


ORGANIZZATO DA:
- CENTRO STUDI "L. EINAUDI"
- CENTRO STUDI “A. DE GASPERI”
- OSSERVATORIO ASIA
- IMPRESE E PROFESSIONI




sabato 14 giugno 2014

Agire. Magica parola. Muoversi.



Agire. Magica parola.

Muoversi.

Le azioni sono l’unico modo per coniugare con successo piani e obiettivi.

Agire anche quando si sbaglia.

Un fallimento è il più grande maestro. Dal più brusco dei risvegli troviamo il terreno fertile per agire concretamente.

Rischiare dovrebbe essere la prima voce per importanza nella propria vita. Cruciale.

Molti non rischiano perchè temono l’ignoto, ma il rischio è di solito la base del successo.

Se si vuol riuscire occorre aver voglia di rischiare. Molto, forse tutto.

Poi è importante tenere lo sguardo sull’obiettivo che ci siamo posti. Mai perdere di vista gli obiettivi, pensateci: sono i nostri sogni con una scadenza.

Il segreto è non farsi distrarre e non aumentare gli impegni, ma toglierne. E’ difficile, ma occorre farlo. Normalmente si è portati ad aggiungere, soprattutto quando si è più giovani e impetuosi.

“Less is more” Dicono gli anglosassoni. Con metodo, con cura. Togliere è il segreto, non aggiungere. Così è possibile affrontare e riuscire nel proprio percorso.

Parallelamente è importante altresì mantenere un equilibrio tra salute fisica, spirituale ed emotiva. Sono di grande supporto per raggiungere le nostre mete.

Così come riflettere e trovare il tempo di creare una sinergia tra i propri obiettivi personali e quelli lavorativi.

Fondamentale è non mollare mai, fino alla vittoria.

Chi fallisce è perchè si arrende troppo presto, un attimo prima degli altri.

Dato l’obiettivo tutto il resto non conta. Determinante è sviluppare e mantenere un atteggiamento sempre positivo, mai diventare cinici, mai vedere il mondo con occhi negativi. Tutto risulta più divertente e stimolante.

Quando si è positivi, preparati, disciplinati e fiduciosi in se stessi, responsabili, si è pronti per raggiungere le mete ambite. E ci si riesce.


"…non è mai tardi per tentar l’ignoto, non è mai tardi per andar più oltre…" (G. D’Annunzio)

sabato 7 giugno 2014

Di fronte ai problemi

Di fronte ai problemi è molto importante pensare a se stessi come risolutori, non come vittime della vita o sfortunati. 
Quando troviamo un ostacolo, indietreggiamo un attimo, studiamo una soluzione per superare la difficoltà o aggirarla. Ci sono sempre più opzioni, riflettere e cercarle è quello che fa la differenza. 

Imparare a prevedere, per quanto possibile, i problemi, le situazioni negative è un altro elemento che porta sulla strada di un vita felice e piena. Quante volte le nostre azioni ci fanno intuire o ci rendono consapevoli che potranno potranno portarci dei problemi, ma speriamo che ciò non avvenga aggrappandoci a una mera speranza che si rivela tale. 
Prendere consapevolezza che le cose possono andare male è essenziale. 

Questa è la vita. 
Fatta di momenti felici e di tristezza. 
Anche la tristezza è uno stato d'animo salutare se non "coltivata" nel tempo a giustificazione o cronicizzata fino a divenire depressione. Impariamo a parlare dei sentimenti negativi e dei nostri problemi, condividere un dolore lo dimezza nel nostro spirito, così come condividere una gioia la raddoppia in noi. 
Anche le lacrime non devono spaventare. Sono anch'esse un dono di Dio e esprimono in  inequivocabile il nostro sentimento.

martedì 28 gennaio 2014

Il coraggio di rischiare

Abbi fede nelle tue capacità 
Stabilisci i tuoi obiettivi
Vivi la vita fino in fondo
Non rinunciare mai
Preparati bene
Abbi fiducia in te stesso 
Non stancarti di riprovare
Abbi un atteggiamento collaborativo
Divertiti, lavora sodo e il denaro arriverà 
Non sprecare tempo, cogli le opportunità
Guarda la vita con ottimismo
Quando non ti diverti più passa ad altro
Persegui i tuoi sogni e i tuoi obiettivi
Non avere rimpianti
Tieni fede alla parola data
Punta in alto
Sperimenta nuove iniziative
Non darti per vinto
Sfida te stesso
Cogli l'attimo
Rifletti sulla tua vita
Sii leale
Affronta i problemi a viso aperto
Il denaro è solo un mezzo
Scegli le persone giuste e premia il talento
Sii gentile e rispettoso
Fa' la cosa giusta
Sii sempre onesto
Offri il tuo contributo
Impara a guardare lontano
Valuta sempre le conseguenze delle tue azioni
Le grandi vittorie si raggiungono a piccoli passi
Non perdere mai di vista l'obiettivo finale
Sii coerente con te stesso
Rendi interessante tutto ciò che fai
Se occorre fare qualcosa, falla tu stesso
Guarda oltre l'ovvio e mettici la faccia
Nulla è impossibile
Pensa in modo creativo
Il sistema non è sacro
Per vincere devi infrangere le regole
Valorizza le tue doti
Trova soluzioni alternative
Pensa sempre come puoi fare del bene
La velocità è l'arma vincente della competizione
Sii il primo sul campo
Non complicare le cose
Contratta: tutto è negoziabile
Divertiti mentre lavori
Non guidare le pecore, raduna i gatti
Sii una persona come tutte le altre

Richard Branson