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lunedì 31 dicembre 2012

Una riflessione nel fine anno


Arrivati ad un nuovo fine anno é normale fare bilanci su se stessi. 
Chiedersi se è stato un anno positivo o negativo, se si è stati capaci di sfruttare fino in fondo le opportunità.

Quando mi interrogo su questo provo sensazioni contrastanti. Da un certo punto di vista sento che ho compiuto passi sul cammino della consapevolezza e della crescita professionale, ma avverto anche sensazioni meno positive. Da uomo del dubbio mi chiedo se non sono troppo indulgente nei miei confronti, se veramente ho fatto tutto quello che potevo, se mi sono impegnato a fondo come dovrei. Allo stesso tempo sopraggiungono pensieri che mi portano a riflettere sul fatto che ho lavorato a lungo su tante cose e non tutte possono sempre riuscire al massimo.

In fondo la vita non è mai come te l’aspetti. 
L'imprevisto o l'opportunità sono sempre dietro l'angolo. E non è neppure così importante sapere sempre dove stai andando, ma lo è conoscere il percorso che fai e che vivi ogni momento, con passione e coraggio. 
Perché quando meno te lo aspetti, potrebbe capitare qualcosa di bello, di inaspettato, di impensabile fino a poco tempo prima, più importante di quello che avevi immaginato per te.

Appio Claudio diceva che siamo gli artefici del nostro destino ed è importante, soprattutto in un periodo così pieno di incertezze, afferrare con decisione le occasioni e trasformarle in opportunità. 
Questo è il vero obiettivo che possiamo darci in questi anni di grandi cambiamenti e difficoltà. 

Quindi mantenere lo sguardo alto, lavorare su se stessi, non temere il cambiamento, ricercare continuamente il nostro percorso, mai mollare e cogliere l'attimo, l'opportunità.


Insomma... Ad Maiora !

domenica 15 gennaio 2012

Identificarsi

Il nemico peggiore si chiama identificazione. Credere che ci si debba per forza richiamare ad una visione comune. Rientrare in schemi che ci hanno disegnato altri. 
Normalmente passiamo il 99 % della vita ad imitare e a malapena l'1 % a creare.
Tutta la vita diventa una grande imitazione. Gli antichi lo avevano ben chiaro e chiamavano questa situazione Astarte, la dea che costringeva a somigliare continuamente ad un modello, per finire facile preda inconscia degli altri.

martedì 20 dicembre 2011

Entusiasmo

Entusiasmo, dal greco "con Dio dentro di se". Significa il senso di essere allevati con il divino, di sentirsi "chiamati" inevitabilmente al di là della nostra finitezza umana, a fare o essere qualcosa che batte sempre le scarse risorse, la stanchezza, la durezza del momento, la bancarotta emotiva o finanziaria.
L'entusiasmo è contagioso. 
Forse non per tutti, ma per la maggioranza.
Ogni volta che qualcuno fa qualcosa per un ideale più alto che non sia lui stesso, li vicino c'è Dio.
Gli entusiasti sono sicuri di portare beneficio. 
Se sei in Dio, sei nell'Uno, sei nella soluzione, sei entusiasta.

Da evitare i freddi, i distaccati, i demoralizzatori, quelli che vedono solo i problemi e le difficoltà, i "mai contenti", i cinici. Sottraggono energia e trasmettono solo negatività. 
Non saranno mai felici nella loro vita.

mercoledì 30 novembre 2011

Le ultime volontà di Adriano


Trovandosi in punto di morte, Alessandro Magno convocò i suoi generali e comunicò loro gli ultimi tre desideri:

1 - Che la sua bara fosse portata a spalla e portata dai migliori medici del suo tempo.


2 - Che i tesori che aveva conquistato (argento, oro, pietre preziose), fossero sparsi lungo la strada che portava alla sua tomba, e. ..


3 - Che le mani fossero a penzoloni fuori dalla bara, e ben in vista.


Uno dei suoi generali, scioccato da questi desideri insoliti chiese ad Alessandro quali erano le sue ragioni.


Alessandro spiegò:


1 - Voglio che i medici più eminenti portino la mia bara per dimostrare loro che non hanno, davanti alla morte, il potere di guarire.


2 - Voglio che il suolo sia coperto dei miei tesori perchè tutti possano vedere che i beni materiali conquistati in questa terra, qui rimangono.


3 - Voglio che le mie mani oscillino al vento, in modo che la gente possa vedere che siamo venuti al mondo a mani vuote e a mani vuote ce ne andremo quando perderemo il tesoro più prezioso che é IL TEMPO.

domenica 27 novembre 2011

Considerazioni sulla vita

La vita a volte ti segna con esperienze traumatiche, fisiche o spirituali, che ti segnano e fungono da spartiacque per la nostra esistenza. Acquisisci consapevolezza a caro prezzo. Non tutti ce la fanno, alcuni soccombono e si portano alla deriva della vita, altri si rassegnano e forse è peggio. La vita in questi momenti non perdona. 
Se sei impreparato, pigro, distratto, se mostri debolezza, non ne esci. 

Altre volte la vita ti permette di costruirti interiormente, accade quando riesci ad esprimere organizzazione personale, capacità di durata allo sforzo, disciplina, resistenza alla fatica, dedizione completa alla tua vita e agli obiettivi. E' una sorta di via iniziatica che richiede tolleranza, pazienza e sviluppo delle proprie doti interiori di consapevolezza.

Quelli come me continuano a riflettere per fare i conti con la propria coscienza, con la propria anima, non per darsi una compiacente pacca sulla spalla.
La fede fa la differenza. La fede non ammette dubbi. Pochi dubbi e la promessa di un futuro migliore aiutano a tenere comportamenti migliori in termini di risultati finali. E non è una questione di età. Chi ha un progetto ha fede, chi ha fede ha un progetto.



sabato 26 novembre 2011

Creatività

Creatività significa unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili. 
Nella vita servono creatività e capacità di cambiare. Occorre essere in grado di fare a pezzi gli schemi del già vissuto, del già visto, del già provato. Avere la capacità di lasciare andare le cose vecchie e abbracciarne di nuove.

La prima colonna della creatività è il coraggio, la seconda è la conoscenza. Non è importante una conoscenza specifica, lo è maggiormente una diffusa ed estesa. Più conosci, più puoi mettere insieme le cose in modo inaspettato. E l'inaspettato paga.
La terza colonna è l'immaginazione, che significa la capacità di generare idee che prima non esistevano oppure la generazione di diversi modi di vedere una situazione.

Gianni Rodari spiegava che attraverso lo sviluppo di un atteggiamento creativo, l'uomo maturo si forma e sarà in grado così di cambiare il corso delle cose e della sua vita, in base alla sua capacità di usare la propria immaginazione. Quante persone non sfruttano questa capacità.
Allenamento e sforzo su attività nuove e stimolanti, creano mappe cerebrali nuove fino a tarda età.

E' importante continuare a guardare le relazioni possibili tra le cose e le situazioni. Farsi sempre la sequenza di domande: come ? cosa ? chi ? dove ? quando ? quanto ? perché ? Aiuta a chiarire e delineare il problema organizzandolo e aprendolo a nuove connessioni.
Allenarsi a far finta di non poter sbagliare liberandosi dalla paura del giudizio degli altri. Spesso il limite alla nostra creatività è spesso la paura del giudizio altrui. Occorre ricordarsi che, comunque vada, qualcuno vi criticherà sempre. 

Una buona pratica è quella di dedicarsi spesso ad un semplice " brainstorming" trovando un posto che ci fa sentire a nostro agio e sereni. Si definisce il problema e si trovano soluzioni creative, poi si definisce  con chiarezza la situazione finale di gradimento. Mettete sul tavolo tutto ciò che può ispirarvi e... scrivete, disegnate, scrivete e scrivete ancora. Immaginate situazioni diverse e datevi delle risposte. Al termine valutate tutto ciò che è emerso e cogliete la soluzione che più vi rappresenta.

Altra colonna della creatività è il viaggiare. Se si può occorre viaggiare. Risparmiando sul resto. Abituatevi a vedere le cose anche in modo diverso. Mescolando le esperienza con la nostra cultura, spesso produce soluzioni innovative, oltre ad elevare il nostro livello di consapevolezza. Mai dimenticare che il nostro non è l'unico mondo possibile. 

domenica 6 novembre 2011

Uomini nuovi

Tutti gli scandali, il decadere dell'onestà e dell'onore, l'impudenza nella certezza dell'impunità, la passione per il denaro che spazza via convenzioni, dignità, rispetto di sé stessi, l'amoralità, divenuta inconscia, rivelano il male profondo che esige rimedi di pari intensità.

E' stata la passione per la ricchezza, la voglia di essere potenti non importa con quali mezzi, la frenesia di onori; è stato il materialismo, l'appagamento spregiudicato degli istinti, a corrompere gli uomini, e, mediante loro, le istituzioni.

Come riusciremo ad uscirne ? Potremo uscire da questo decadimento solo attraverso un'immensa rettificazione morale, reinsegnando agli uomini ad amare, a sacrificarsi, a vivere, lottare, sperare e a morire, se necessario, per un ideale superiore.

Contano solo la fede, la fiducia ardente, l'assenza completa di egoismo e di individualismo, la tensione di tutto l'essere verso il "servizio", per quanto ingrato possa essere, ovunque si svolga. Il servizio di una causa che va oltre l'uomo. Contano solo la qualità dell'anima, le sue vibrazioni, la volontà di tener alto al di sopra di tutto un ideale, nel disinteresse più assoluto.

Sarà necessario formare uomini nuovi per cambiare il Paese.


lunedì 3 ottobre 2011

Spogliarsi del disordine per vivere in felicità

Occorre prima di tutto, spogliarsi del disordine di tutte le schiavitù, per trovare alla fine la gioia, che fiorisce solo nella anime nude. Mantenere sempre il cuore puro e l'occhio sereno. Che il Destino co colga sempre forti e degni ! Amare la felicità è importante, come si ama il cantar del vento per quanto sfuggevole o i colori del tramonto, anche sapendo che stanno per morire. Essere felici al termine di tutto significa tenderai in avanti, donarsi completamente. Sulla terra esistono tante cose mediocri, meschine o laide, che un giorno potrebbero finire per sommergerci. L'arte è la nostra salute interiore, il nostro giardino segreto che continuamente ci rinfresca. Poesia, pittura, scultura, musica. Non importa cosa pur di evadere dal banale, sollevarsi al dis sopra della polvere, creare grandi cose, far scaturire quella scintilla di "straordinario" che ciascuno di noi possiede, convertendola in un grandioso incendio che divora tutto il brutto e purifica. Le uniche ve gioie sono quelle che portiamo dentro di noi, che è la nostra fede a creare, il nostro dinamismo a nutrire. E che ci permette do creare qualcosa di grande e di bello. Le disfatte, le vittorie, i sogni o i successi materiali passano, si dimenticano. L'unica cosa che rimane in noi è la grande illuminazione spirituale, senza la quale il mondo è nulla. Nella vita tutto è questione di fede e di tenacia. La fiducia non la si mendica, la si conquista. Il modo migliore per conquistarla e donarsi completamente. Che importa soffrire se vi è stata nella nostra vita qualche ora immortale ? Quanto meno si è vissuto !

sabato 1 ottobre 2011

La solitudine

Tante volte la compagnia diventa agitazione, rumore, disturbo della propria solitudine. Quanti temono di ritrovarsi soli con se stessi e sono alla continua ricerca della compagnia. La felicità forse risiede unicamente nello stare insieme agli altri ? Non credo. C'è una grande differenza tra il piacere superficiale che si prova insieme in mezzo ad altri e quella profonda, essenziale, del convivere con sé stessi, analizzando i propri pensieri intimi, la propria anima, i sentimenti più segreti.
La solitudine rappresenta per noi una magnifica occasione per conoscersi, controllarsi, analizzarsi, formarsi. Questi sono i momenti del cuore, in cui si vede se i sentimenti sono tenaci oppure se sono solo rumore, che si confonde con l'esterno. I sentimenti elevati possono vivere da soli, senza necessità di una presenza fisica. L'isolamento li purifica, li innalza, li rende cristallini.
Al termine di tutto rimane l'attività dello spirito, che ti da gioia vera. La gioia che si posa come un blocco di granito sotto l'acqua che scorre, una gioia che non ti abbandona e non ti delude mai. La gioia provocata dalla lotta interiore, nell'esaltazione interiore. Controllarsi, dominarsi, purificarsi, elevarsi, avere il coraggio di pensare.

E' cosa di tutti i giorni, che si evince anche dai giornali, invece che i molti si accontentano dei godimenti immediati, esteriori, che falsamente si ritengono superiori, ma è vacuità. Spesso non rimane nulla, solo polvere sul cuore e macchie nell'anima.
L'obiettivo da porsi è quello di distaccarsi progressivamente dagli elementi esteriori, sino a che non si è in grado di vivere soli con sé stessi. Aprire le porte all'anima, conoscersi, meditare e riflettere, confrontarsi con il proprio spirito e schiudersi misticamente al proprio io.

sabato 24 settembre 2011

Una vita valida

La facilita' addormenta l'ideale. Niente lo risveglia meglio che la sferza di una vita dura. Essa ci permette di cogliere la profondità dei doveri da compiere, della missione di cui occorre essere degni. Una cosa sola conta: avere una vita valida, affinare la propria Anima, avere cura di essa in ogni momento, sorvegliarne le debolezze ed esaltarne le tensioni, servire gli altri, spargere attorno a se felicita' ed affetto, offrire il braccio al prossimo per elevarsi tutti aiutandosi l'un l'altro. L'Anima solo conta e deve dominare tutto il resto. Dobbiamo essere forti, duri e gioiosi attraverso tutto il sole della nostra Anima. Sottrarsi dalle catene del denaro, degli onori, dei corpi sciupati dall'avidita' che ti illude di carpire una felicita' terrena che invece sfugge di mano e sempre si sottrae, rendendo il gregge umano un'orda miserabile che si avventa, si sbrana, per trovare liberazioni inesistenti. Il mondo invece ha necessita' di speranza, di etica, di carità, di giustizia, di umiltà, per risollevarsi. La fede ha valore solo quando si conquista, l'amore quando arde, la carità quando e' salvamento.

sabato 17 settembre 2011

L'anima del Guerriero

...la bontà giusta del sangue, l'abilità sana dei nervi, l'innocenza e la purezza degli occhi, il disinteresse e la generosità del cuore, la nobiltà e la distinzione dell'anima e la rivoluzione spirituale... la salvezza del mondo risiede nelle anime che credono... la facilita' addormenta l'ideale, niente lo risveglia meglio che la sferza della vita dura che permette di cogliere la profondità dei doveri da compiere... della missione di cui occorre essere degni... una cosa sola conta: avere una vita valida, affinare la propria anima, averne cura in ogni momento, sorvegliare le debolezze, esaltarne le tensioni, servire gli altri, spargere attorno a se' felicita' ed affetto, offrire il braccio al prossimo per elevarsi tutti aiutandosi l'un l'altro... L'Anima sola conta e deve dominare tutto il resto...

domenica 3 luglio 2011

A volte

Mi capita negli ultimi anni, a volte, di avvertire modo chiaro che sto vivendo pienamente la mia vita. E' una sensazione di enorme consapevolezza. Pero' contemporaneamente mi sembra che qualcosa mi sfugga, nonostante mi senta così vicino mi pare di non riuscire a completare questa esperienza. Vivo stranamente questa situazione, difficile da descrivere, ma così chiara e nitida nella mia anima...

sabato 2 luglio 2011

Spunti per alcune riflessioni

Abbi fiducia in ciò che senti dentro: solitamente è giusto.

Il successo è un viaggio, non una meta.

L'arte della persuasione inizia con l'aprire la mente e le orecchie e non la bocca.

L'entusiasmo trova le opportunità, l'energia crea la maggior parte di queste.

La fortuna è ciò che accade quando la preparazione si incontra con un'opportunità. Per alcuni è anche la Provvidenza che permette questo.

Non aspettare il momento giusto per fare le cose, l'unico momento giusto è adesso.

Per vincere l'unica cosa di cui si ha bisogno è osare, osare ancora e sempre osare.

La comunicazione si costruisce su relazioni di fiducia.

La disattenzione influisce su molti aspetti della nostra vita quotidiana.

La routine fa scivolare il cervello in una sorta di torpore.

Per riuscire a vedere il mondo da prospettive diverse occorre spesso essere in grado di tollerare l'incertezza.

Con la perseveranza e la volontà forse non raggiungeremo l'impossibile, ma ci arriveremo sicuramente vicino.

Cercate di essere persone di desiderio. Il desiderio porta lontano.

mercoledì 27 aprile 2011

La via del Samurai

Nella cultura occidentale la luce è in guerra con l'oscurità, la vita è in guerra con la morte, il bene è in guerra con il male, il positivo è in guerra con il negativo e così via.
Per il pensiero giapponese tradizionale ciò è incomprensibile. La correte elettrica non esisterebbe senza entrambi i poli, positivo e negativo, perchè la polarità è il principio nel quale il più e il meno sono differenti aspetti di uno stesso fenomeno che scomparirebbe in assenza di uno dei due.
Così come l'approccio alla vita e alle sue necessità o avversità è differente. Il ramo di pino, essendo rigido, si spezza sotto il peso della neve e del ghiaccio, mentre il ramo di salice si piega sotto il peso della neve che scivola giù; il salice comunque non si affloscia poichè è elastico e non rigido.
Per comprendere il complesso fluire delle energie occorre concentrarsi su sé stessi, ma vigili esternamente, fissando l'attenzione su un solo punto per volta. Risparmiare energie e agire a ragion veduta su un solo punto esterno alla volta e coerentemente con l'obiettivo dato.

Per seguire la via del Samurai si deve mantenere l'attenzione sul momento presente e non vacillare, non avere pensieri mondani, né essere schiavi delle passioni. Vivere ogni momento del presente è importante. Ogni istante. E' quindi necessario concentrarsi sempre sul momento presente. La concentrazione si ottiene cambiando opportunamente e volontariamente l'oggetto della nostra attenzione, ne momento presente, in modo da favorire sempre la massima probabilità di raggiungere l'obiettivo prioritario. 
Per competere con la massima efficacia bisogna quindi essere in forma fisicamente , mentalmente rilassati e sereni. Ma vigili.
Cuore, ente e polmoni sono legati. Controllando il respiro si calmano i battiti e si svuota la mente per mezzo di esercizi prima di concentrazione e quindi di meditazione. La mente deve essere serena, rilassata e concentrata.
Emozioni come ira, avidità, paura e così via sono negative. La vittoria è del Guerriero calmo, riservato, imperturbabile, distaccato, non di una testa calda, di un uomo vendicativo o ambiguo. Il pieno di se stessi sono forza, sicurezza ed equilibrio, il vuoto è debolezza, squilibrio, incertezza.

Per purificare la mente e predisporla alla miglior comprensione occorre mettere in pratica qualche tecnica per svuotarla dai pensieri e dalle preoccupazioni, che possono disturbare la riflessione. In Giappone un esempio è offerto dalla cerimonia del tè, ma tutto contribuisce. Gli utensili per la cerimonia, l'ambiente, le cose, tutto deve essere adeguato al proprio stato. L'armonia è essenziale.

domenica 6 marzo 2011

Ossimoro

Nella figura retorica chiamata ossimoro, si applica ad una parola un'aggettivo che sembra contraddirla, così come gli gnostici parlavano di luce oscura; gli alchimisti di un sole nero.

Jorge Luis Borge

martedì 8 giugno 2010

L'Uomo Politico - parte due

Ascoltare la gente, capirla, motivarla, rispondendo ai loro bisogni e aspirazioni. Non essere restio a condividere le opinioni, penetrando così le proprie idee e migliorandole. Circondarsi di persone più intelligenti, ma che siano complentari al suo modo di essere e al suo pensiero, pensare e agire con intelligenza e coerenza rispetto agli obiettivi prefissati e dichiarati.
Essere integri, dedicando ogni giorno tempo all'analisi e alla riflessione, ritirarsi ogni tanto "sulla montagna" per periodi di intensa meditazione e riflessione. Essere aperti al cambiamento dentro di se e verso il mondo esterno con la curiosità per il nuovo e l'innovazione. Avere quel buon grado di empatia e sensibilità nel cogliere i sentimenti, gli umori, le storie e gli avvenimenti intorno a se. Sviluppare flessibilità nel presentare i propri temi essenziali, le proprie idee, i propri programmi con profonda dedizione alla causa, ma con grande modestia rispetto al ruolo. Ci sono cose che persistono nel tempo. E' importante perseverare nel duro lavoro, essere leali e possedere grande senso di responsabilità. La gente segue gli uomini che hanno coraggio e passione in ciò che fanno e la loro adesione ad una causa sarà tanto più forte e di difficile abbandono, tanto più sarà connotata emotivamente.

giovedì 27 maggio 2010

Gli ottimisti

Gli ottimisti sono persone d'azione perchè sono convinti di avere un grande controllo sul loro avvenire. Quasi sempre sono animati da un fervente desiderio di riuscire e sanno che questa passione può spingerli a coprire lunghe distanze. Si rinnovano a intervalli regolari. Non fraternizzano con persone negative e per mantenere cariche le batterie cercano di accompagnarsi sempre ad individui pieni di entusiasmo, alimentando spirito e cuore insieme.
Sono assolutamente convinti che, come dice la Bibbia, un cuore allegro sia un'ottima medicina.

sabato 8 maggio 2010

Sulla morte

A gran parte delle persone ripugna pensare alla morte, alla propria fine. Imperterriti, passano la maggior parte della vita ad accumulare beni come in "Mastro Don Gesualdo" del Verga, ignorando che arriverà per tutti quel giorno. Anche a discapito degli altri, a volte senza nessun senso Etico, senza Morale, spostando l'asticella dei Valori sempre più in basso...
Sarebbe più saggio riflettere invece sull'ineluttabilità della morte. Fa parte integrante della vita che ha un suo inzio e una sua fine, dallo Zenith al Nadir, ed è vano cercare di sfuggire ad essa. Vivere con serenità, con la tranqullità di sapere che si può far fonte all'imprevisto o all'improvvisa sfortuna, è la cosa più saggia. Non saper dire mai basta servirà ben poco nel momento di passare oltre.

lunedì 3 maggio 2010

Acquisire fiducia per essere felici

A volte ci comportiamo come bambini, viziati e incoscienti. Immaginiamo che tutto debba essere facile, senza problemi particolari, come da bambini quando si faceva affidamento continuamente sugli altri. E' importante uscire da questo atteggiamento, a volte inconscio, ma contradditorio nella lettura della realtà. Le difficoltà sono di questo mondo, una volta adulti e occorre porsi nell'atteggiamento giusto per affronatrle.
Circondarsi di amore, di benevolenza, di riconoscimento, aiuta ad affrontare anche le difficoltà diversamente se si è pervasi da collera o odio, diffidenza, ansia.
Acquisire fiducia in se stessi e imparare a procedere da soli, prendendo coscienza del proprio potenziale interiore, sono fondamentali per riuscire in ciò che si fa nella vita. Così come lavorare costantemente su se stessi per migliorarci, correggerci, levigarci, apprendere.
Avere fiducia in se stessi porta soddisfazione e pace interiore. Sviluppa generosità, onestà, condotta morale e sincerità. Porre uno stop ai pensieri negativi, alla visione negativa della vita e degli altri è la chiave di volta per il cambiamento. Non bisogna mai dimenticare questa semplice, ma impegnativa regola che ci consente di attingere e riversare continuamente sugli altri e noi stessi effetti positivi. Umiltà nell'approccio, nel giudizio, nei rapporti, nel lavoro, con la serena consapevolezza di essere forti dentro; saper distinguere tra l'essenziale ed il superfluo, dando ad ogni cosa il giusto peso, imparare a non difendere l'accumulo della proprietà fine a se stessa: per me sono questi i segreti per vivere felici.

domenica 25 aprile 2010

Integrità

Dedicare ogni giorno del tempo all'analisi e alla riflessione. Ritirarsi ogni tanto "sulla montagna" per periodi di intensa meditazione. Aprirsi al cambiamento: di se stessi e del mondo che ci circonda. Sensibilità ed empatia nel cogliere le storie e gli avvenimenti, flessibilità nel presentare i propri temi essenziali. Profonda dedizione al lavoro e alla causa con modestia a dispetto del ruolo. Mantenere un coerente understatement al di là delle evoluzioni che la vita, e il benessere, ti possono portare. Dare sempre importanza al duro lavoro e al senso di responsabilità.