martedì 24 marzo 2009

Mangiare con le mani (Finger Food)

Lo disse a suo tempo anche Guccini, durante un concerto, che l'inglese ci frega con la lingua, volete mettere parlare di "Finger Food" invece che di "cibo da mangiare con le dita" ? E' tutta un'altra cosa. Comunque sia, sono sempre stato un sostenitore di questo modalità che prevede di consumare il cibo rigorosamente con le mani, ancora prima che diventasse una moda. Da tempo ormai tutte le pietanze ci vengono proposte con le posate, non tanto per motivi legati al galateo della tavola - che prevede altresì diverse eccezioni - ma soprattutto per un cambiamento della cultura e delle abitudini ormai insite nella nostra società. Invece avere ogni tanto la possibilità di tornare a mangiare con le mani, ci permette di recuperare sensazioni altrimenti perdute. Toccare il cibo, sentirne il calore, coglierne la consistenza già sulle dita, riscoprirne gli odori mentre lo si porta alla bocca senza imbarazzi, la trovo un'esperienza molto stuzzicante che lascia un ricordo duraturo. Mangiare con le mani è, in un certo senso, un modo di cogliere l’anima dei cibi. Non dimentichiamo che la maggior parte del genere umano ancora oggi mangia con le mani e, anche in Europa, se ne è fatto largo uso per secoli. In epoca romana, durante i banchetti e convivi dell’epoca imperiale, penso che tutti sappaino che si usava mangiare sdraiati poggiandosi al gomito sinistro e piluccando il cibo con la mano destra, in una posizione che oggi troveremmo scomodissima, ma che per loro presentava un duplice vantaggio: permetteva di ingerire una quantità maggiore di cibo e consentiva ai convitati, sazi oltre misura, di assopirsi tra una portata e l’altra. L’uso delle posate in generale risale alla nascita della cosiddetta “civiltà”, la forchetta in realtà è ricollegabile al Medioevo quando compare per gli arrosti in particolare, ma è soltanto a partire dalla metà del '700 - con le suntose e opulente tavole reali - che il loro utilizzo si diffuse in maniera massiccia e, contemporaneamnete, il galateo codificò le sue regole. Sono un "assoluto e ortodosso" estimatore delle buone maniere, anche a tavola, ma trovo comunque che il mantenimento di questa conoscenza rientri nell’alveo della memoria che occorre salvare dei nostri usi e delle nostre tradizioni. Le mani sono ideali per gustare completamente il cibo, grazie alla capacità tattile delle dita; questa esperienza può piacere oppure non convincere, ma alla prova dei fatti ho potuto notare che la maggioranza delle persone gradisce. La formula, quando è eseguita in un rito collettivo, in un convivio, crea un’atmosfera di complicità particolare tra le persone che partecipano e la situazione induce, dopo un primo imbarazzo, ad un senso di confidenza non comune. E’ ovvio che il tutto si deve basare su cibi che siano buoni, genuini e gustosi, con una preparazione curata della tavola. Risukta fondamentale impiegare eccellenti prodotti di base, porre attenzione nella preparazione e cura nella presentazione. Una bella tavola preparata in "modalità Finger Food”, utilizzando i nostri prodotti, vedrà ad esempio: il pollo in tutte le sue declinazioni, il coniglio al forno, polpette impanate, frittura di pesce e all’italiana, salumi e insaccati, formaggi stagionati, olive, piada al testo e fritta, pane caldo. Delle vaschette con l'acqua accanto ad ogni posto consentiranno ad ogni convitato di sentirsi "pulito" e a proprio agio.
Scritto da Pierangelo Raffini e pubblicato su Sabato Sera DUE il 21 marzo 2009

1 commento:

Josefine Zaccone ha detto...

Come penso anche io , anche se mi hanno fatto passare per una zotica io amo e continuo a mangiare alcuni cibi assolutamente con le dita...ci godo e ne apprezzo a pieno il gusto e il profumo...altro ché il galateo, che mi sa si perde con il solo fatto di vedere alcuni personaggi illustri come si comportano davanti ai buffet;-))