martedì 23 giugno 2015
Distruzione creativa
mercoledì 12 febbraio 2014
Come farsi comprare da un colosso. E vivere felici

mercoledì 15 gennaio 2014
7 domande da porsi prima di iniziare una startup nel 2014

Un interessante articolo pubblicato su Mashable svela quali sono i 7 quesiti principali:
Come tieni monitorato i trend del settore che vuoi aggredire?
domenica 12 gennaio 2014
5 migliori consigli degli startupper americani
Ci sarà sempre qualcosa che non saprai e spesso sarai costretto a fare una scelta senza capirne pienamente le conseguenze. Impara a gestire queste situazioni, usando l’istinto. Senza avere paura».
2. Non tutto dipende da te
Il mio consiglio è di non darti troppa importanza. Insomma, non elogiarti troppo quando le cose vanno bene o colpevolizzarti quando vanno male. Ricorda: la fortuna gioca un ruolo importante nel successo di un progetto. Se riuscirai a distaccarti un po’ apparirai più umile e anche più sicuro di te».
3. Non parlare e basta, ma dimostra!
Molti startupper presentano la loro idea come rivoluzionaria senza poi riuscire a fornire prove sufficienti del perché lo sarebbe. Dovrebbero invece focalizzarsi sui risultati, anche minimi, che la loro startup è riuscita a conseguire. E raccontarli con autenticità».
4. Impara ad affrontare il rischio
Il migliore imprenditore non è chi cerca i rischi. Ma chi sa come limitarli».
5. Trova il giusto equilibrio
La vita di uno startupper è caratterizzata dalla ricerca di tanti equilibri e raggiungerli o meno può fare la differenza: cerca consigli, ma tieni ben salde le tue convinzioni. Sii fiero di ciò che hai realizzato pur sapendo che non hai raggiunto la perfezione. Parla in modo diretto al tuo team, ma evita di essere troppo brusco. Non prenderti troppo sul serio, anche se pensi che la tua idea sia destinata a cambiare il mondo. Infine, non perdere mai di vista l’amore, gli amici e la famiglia. Checché se ne dica sono loro la cosa più importante».
domenica 15 settembre 2013
“Da Google alla start up, lavoro nella Silicon Valley” - Molto interessante le differenze di mentalità messe in evidenza tra Italia e gli Stati Uniti. La Passione comunque è tutto !
All’inizio sembrava il paradiso dei lavoratori. Negli uffici italiani arrivavano leggende di giovani che trovavano investitori per realizzare le proprie idee, prati verdi accanto alle scrivanie, donne manager che riuscivano a essere perfette a casa e al lavoro. Negli ultimi tempi, però, sono arrivate le critiche. Il famoso spirito della Silicon Valley non convince più tutti.
Prima ci sono stati i dietrofront. Come quello di Marissa Mayer, ceo di Yahoo (assunta con un pancione di sei mesi), che ha detto stop a flessibilità e telelavoro. E quello di Google, che ha cancellato il benefit che permetteva ai dipendenti di dedicare il 20% delle ore lavorative a idee innovative (per intenderci: così è nata Gmail).
Non sono mancate le inchieste giornalistiche che hanno mostrato come accanto alla struttura dei sogni di Googleplex, gli homeless (i senzatetto) siano cresciuti del 20%, e con loro vere e proprie tendopoli. Non ultimo, è arrivato il monito di Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook, prima a Google, che ha invitato le donne a darsi una mossa (il titolo del suo libro è Lean In, tradotto in Italia Facciamoci avanti. Le donne, il lavoro e la voglia di riuscire), che ha denunciato sul New Yorker denunciando la cultura maschilista della valle.
L’ennesima critica è stata recapitata da Forbes, nell’articolo “Why Silicon Valley’s Work Culture Is Killing Us”, “Perché la cultura del lavoro della Silicon Valley ci sta uccidendo”, che denuncia come con la storia del welfare aziendale e della flessibilità nella valle delle valli californiana «il lavoro sia diventato una religione e la vita privata qualcosa da schiacciare dentro». La proposta è quella di mettere delle regole. Come: “Non mandare email alle 10 di sera”.


